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Val di Non: la mostra sui tesori artistici a Sanzeno raccoglie il consenso dei visitatori

domenica, 22 giugno 2014

Sanzeno (Fr. Col.) – Grande successo delle prime due giornate di apertura della mostra”Tesori dal passato. Arte e storia in dieci anni di acquisizioni”, allestita a Sanzeno (Trento)  e organizzata dalla Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici negli spazi espositivi del Centro culturale d’Anaunia Casa de Gentili in collaborazione con la Comunità della Val di Non e l’amministrazione comunale. Una esuberante campionatura del lavoro di incremento delle raccolte pubbliche condotto dalla Soprintendenza in dialogo con i privati, ma anche un invito a scoprirne i collegamenti con il ricco patrimonio diffuso della valle, tra musei, chiese e castelli recentemente restaurati e aperti al pubblico.

LE OPEREValdi Non Capriccio architettonico con Giudizio di Salomone, XVII secolo1

Non solo dipinti e sculture di grande pregio, ma anche tessuti, oreficerie, libri, arredi e oggetti di uso quotidiano, databili dal XV al XX secolo, che ora arricchiscono le collezioni provinciali, contribuendo a ricomporre quello straordinario puzzle di forme, significati, tecniche e saperi artigianali – in una parola, di civiltà – che sconfessa ogni invecchiata gerarchia tra arti ‘maggiori’ e ‘minori’, sollecitando una più ampia comprensione dell’evoluzione storica della cultura e del gusto. Sono circa 200 gli oggetti selezionati per la grande mostra “Tesori dal passato. Arte e storia in dieci anni di acquisizioni”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici nella splendida cornice di Casa de Gentili a Sanzeno. All’inaugurazione, questo pomeriggio, hanno partecipato le curatrici Laura Dal Prà e Luciana Giacomelli, con il sindaco di Sanzeno, Marcello Bonadiman, il presidente e l’assessore alla cultura della Comunità della Val di Non, Sergio Menapace e Laura Cretti, il presidente del BIM Giuseppe Negri e il presidente dell’associazione culturale Giovanni Battista Lampi, Walter Iori.

L’ESPOSIZIONE

Costituisce l’esito del complesso e delicato lavoro di incremento delle raccolte pubbliche condotto dalla Soprintendenza nell’ultimo decennio attraverso la ricognizione del mercato antiquariale e l’attenzione al collezionismo privato, in rapporto con lo studio delle fonti e della storia del mecenatismo trentino. Come ha sottolineato Laura Dal Prà, proprio da questa vicinanza al territorio trae impulso anche il fenomeno delle donazioni liberali da parte delle persone più sensibili al bene comune. Il ricco catalogo della mostra evidenzia inoltre la stretta compenetrazione tra le attività di studio, catalogazione, conservazione e restauro come premessa di una piena restituzione al godimento collettivo di questo esuberante mosaico di arte e storia.

Il percorso raccoglie anche la sfida di spiegare perché quelle testimonianze esigevano di essere riportate in Trentino e assicurate alla fruizione pubblica, a fronte di oculate valutazioni di ordine economico e culturale, mirate alla salvaguardia di beni altrimenti a rischio, ma anche a colmare le lacune delle raccolte museali provinciali, moltiplicando in maniera esponenziale le possibilità di progettare nuove iniziative allestitive e proposte didattiche.

Tra le emergenze in mostra si contano così varie opere di celebri artisti trentini già scarsamente rappresentati nella loro terra natale, come l’importantissimo busto definitivamente attribuito ad Alessandro Vittoria e due preziose sculture lignee di Lorenzo Haili, originario di Fisto in Val Rendena. In altri casi l’esigenza è stata quella di scongiurare la dispersione di significative collezioni, come il pregiato arredo proveniente da Palazzo Crivelli di Pergine Valsugana e la quadreria riunita dalla famiglia Wolkenstein a Castel Toblino; andranno ricordati anche il fortunato recupero delle tavolette dipinte quattrocentesche trasmigrate in Lombardia da Palazzo Geremia, oggi sede del Comune di Trento, e il ritrovamento di importanti opere provenienti da Palazzo Thun (Trento) e Castel Thun, in rapporto con la vicenda della musealizzazione e dell’apertura del maniero anaune. Tra gli altri singoli ‘tesori’ si segnalano la statua di San Rocco con lo stemma della famiglia Sardagna e la data 1634, acquisto dalla nota ditta di antiquariato Cappelletti di Trento, oltre ad alcune piccole ma rilevanti acquisizioni librarie ed archivistiche, complice l’aggregazione del 2013 con il settore competente. Cogliendo le diverse potenzialità della selezione, l’allestimento di Michelangelo Lupo alterna sezioni cronologiche e “period rooms” che ripropongono le atmosfere di un’antica dimora signorile con suggestive ricostruzioni di ambienti, dal salotto alla cucina.

La lista è folta e varia ben oltre i casi citati; numerose anche le possibilità di ulteriori acquisizioni, e inevitabili le occasioni perdute per effetto della crisi e della conseguente contrazione delle risorse. Tuttavia, in un tempo in cui il patrimonio culturale è troppo spesso alla ribalta con notizie di sfregi, degrado e incuria, l’iniziativa della Soprintendenza contribuisce a delineare un modello di buone pratiche, sostenute anche dal particolare contesto normativo, che conferisce alla Provincia autonoma di Trento piena competenza nel settore culturale, agevolando un’azione tempestiva interamente condotta e conclusa all’interno del territorio.
Il percorso avviato a Sanzeno nel periodo invernale proseguirà a Trento nella sede di Torre Vanga, in collegamento ideale con una terza iniziativa espositiva programmata presso lo spazio di Cappella Vantini in collaborazione col Comune di Trento dal 21 novembre 2014 al 1 febbraio 2015. Anche questa scelta di articolazione territoriale, in sinergia con le amministrazioni comunali locali, riflette la perseverante ricerca di un rapporto tra la Soprintendenza e la collettività in difesa del patrimonio culturale e della sua accessibilità. Per i turisti e i visitatori da fuori Provincia, la tappa di Sanzeno rappresenta inoltre l’occasione di scoprire il patrimonio diffuso del Trentino, in un’area ricca di castelli, chiese e resti archeologici: dal Museo Retico di Sanzeno al vicino Santuario di San Romedio, appena recuperato in seguito ad accurati restauri, senza dimenticare il complesso di Castel Thun, in relazione stretta con il progetto espositivo.
Le opere in mostra verranno poi assegnate alle istituzioni museali provinciali, in primis il Castello del Buonconsiglio, vocato fin dalla sua fondazione nel 1924 al compito di conservare ed esporre le testimonianze culturali della terra trentina.

SCHEDA DELLA MOSTRA

“Tesori dal passato. Arte e storia in dieci anni di acquisizioni”, a cura di Laura Dal Prà e Luciana Giacomelli
Organizzazione: Soprintendenza per i Beni Storico-artistici, librari e archivistici in collaborazione con: Comunità della Val di Non, Comune di Sanzeno
Sede espositiva: Centro culturale d’Anaunia Casa de Gentili a Sanzeno (Valle di Non)
Durata: fino al  12 ottobre 2014
Orari: giugno-agosto: mar, mer, gio, sab 16-19; ven 16-19 e 20-22; dom 10-12 e 16-19
settembre-ottobre: mar, mer 16-19; gio, ven, sab, dom 10-12 e 16-19 – lunedì chiuso
Ingresso libero


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