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Trento, Strike: tre premi assegnati. Ecco i vincitori

sabato, 18 novembre 2017

Trento – Tre i premi assegnati dalla giuria e uno dal pubblico. Fare insieme: a “Strike!” vince il gruppo. MMape, Quid, E-agle Trento racing team: ecco i tre vincitori della seconda edizione di Strike. Il concorso quest’anno premia il fare insieme, l’essere gruppo. Sono infatti tre “squadre” a raccogliere il consenso della giuria. MMape è l’acronimo del Museo dell’ape di Croviana, in val di Sole, dove un vecchio mulino è stato trasformato nella struttura che oggi offre lavoro a un gruppo di giovani che con le esposizioni e la didattica esperienziale ha registrato nell’ultimo anno oltre 5.000 presenze. Quid, di Verona, che potremmo definire “una casa di moda alternativa”, oggi impiega 75 lavoratori: per offrire occupazione a persone in stato di fragilità, nasce l’idea della “moda etica” che recupera, riporta in vita e rivende tessuti inutilizzati sotto forma di capi moda e accessori. Trento Eagles Team è una squadra di studenti di economia e ingegneria all’università di Trento che hanno ideato e costruito una monoposto elettrica con cui hanno partecipato a Formula Student, la competizione internazionale che mette a confronto i veicoli assemblati da diversi gruppi di studenti, aggiudicandosi a Varano il premio “Vehicle Telemetry Solution” per la migliore soluzione telemetrica. Durante l’evento conclusivo del progetto, nella sala dello Smart Lab di Rovereto, la giuria ha assegnato loro i tre riconoscimenti da 1.000 euro cui si è aggiunto quello da 500 euro conferito dal pubblico che ha scelto la storia di Patrick Barattin che ha inventato un software per le scuole. I vincitori dovranno investire le risorse in progetti che abbiano ricadute su altri giovani del territorio, secondo lo spirito di contaminazione e ispirazione che anima Strike. Intanto sono già in programma nuove iniziative per far conoscere i protagonisti.Strike -Trento 1

Cala il sipario sulla seconda edizione di Strike! Storie di giovani che cambiano le cose nella cornice dello Smart Lab di Rovereto che ha ospitato l’evento conclusivo presentato da Francesca Re e Vic, speaker di Radio Deejay. Al centro della serata i dieci finalisti che, dopo aver partecipato a un laboratorio di storytelling con la scuola Holden di Torino, hanno raccontato la loro storia al pubblico e alla giuria composta da Flavia Fossa Margutti (presidente), responsabile dei progetti e deulle attività editoriali alla Biennale di Venezia, Giacomo Bianchi, presidente di Arte Sella, Giovanna Flor, amministratrice unica di Bauer S.p.A., Alessandro Garofalo, già presidente di Trentino Sviluppo, Daniel Oss, ciclista professionista della squadra BMC Racing Team e Vic.
I sei esperti hanno selezionato le tre storie ritenute più significative per lo scopo del progetto: raccontare esperienze che possano essere di esempio e di ispirazione ad altri giovani che hanno sogni e progetti da realizzare. Il pubblico ha poi scelto la sua storia fuori podio. Sono stati quindi consegnati i riconoscimenti che non sono dei veri e propri premi perché i vincitori potranno disporne per realizzare iniziative che abbiano ricadute per altri giovani del territorio.
“Siamo circondati da giovani che hanno idee e entusiasmo e trovano il coraggio di mettersi in gioco, superare gli ostacoli e percorrere una strada tutta loro – commenta l’assessora Sara Ferrari -. Strike non è solo un concorso, è soprattutto uno spazio che ne valorizza i traguardi fortemente voluti e fortemente raggiunti. Un luogo di incontro che arricchisce ulteriormente questi ragazzi e la loro creatività. E, anche a noi adulti, offre un’occasione per ascoltarli da una prospettiva insolita che ha molto da insegnarci su un tempo che vive difficoltà ma ha anche tantissime risorse.”

Le storie selezionate dalla giuria:

Museo dell’ape – un gruppo di ragazzi della Val di Sole prende in gestione, a Croviana, un vecchio mulino trasformato nel Museo dell’Ape. Oggi la struttura, con le sue esposizioni e una didattica esperienziale, offre lavoro a un gruppo di giovani del territorio ed è diventata un punto di riferimento per gli abitanti della valle e per i turisti, tanto che nell’ultimo anno le presenze hanno superato le 5.000 unità.

Trento Eagles Team – incalzati da un loro professore, una sessantina di studenti di economia e ingegneria dell’università di Trento, decidono di costruire una monoposto elettrica e iscriversi al Formula Student. Si tratta di una competizione internazionale che mette a confronto i veicoli assemblati da diversi gruppi di studenti. Dopo oltre sei mesi di lavoro, partecipano alla tappa di Varano e lì si aggiudicano il premio “Vehicle Telemetry Solution” per la migliore soluzione telemetrica.

Quid – cinque anni fa un gruppo di amici, a Verona, avvia il progetto Quid per dare una possibilità di lavoro a persone in stato di fragilità. Decidono di concentrarsi sulla “moda etica”: recuperare tessuti inutilizzati, riportarli in vita con il lavoro delle persone (in gran parte donne) e rivenderli sotto forma di capi moda e accessori. Oggi l’omonima cooperativa sociale dà lavoro a 75 persone provenienti dai più svariati contesti. I capi finiti sono venduti nei cinque negozi di proprietà della Cooperativa o in quelli multimarca che hanno sposato la causa e la visione di Quid.

Il premio del pubblico:

Patrick Barattin – oggi studente di ingegneria, nell’estate tra la 4° e la 5° liceo, svolge un tirocinio e si accorge della mole di lavoro burocratica che la segreteria del suo istituto deve sobbarcarsi per gestire il programma di alternanza scuola-lavoro. Decide così di sfruttare le sue conoscenze per creare un gestionale apposito con un software dedicato, in grado di soddisfare le esigenze sia degli uffici sia degli studenti. Oggi sono una decina le scuole che lo utilizzano, risparmiando tempo e offrendo nuovi servizi agli alunni.

Le altre storie finaliste:

Maria Vittoria Barrella – inizia ad amare il teatro fin da bambina, quando vede una rivisitazione della Turandot. Finito il liceo, con il bene placito dei genitori, si avvia alla carriera da attrice superando con successo le sue prime selezioni. Da quel momento lavora con diversi teatri tra Torino e Verona e ottiene buoni successi anche in campo cinematografico. L’anno scorso decide di tornare in Trentino e forma la sua compagnia personale. L’idea è portare il teatro in luoghi non convenzionali e creare uno spettacolo che abbia come tema la prostituzione.

Cecilia Bozza Wolf – eredita la passione per il cinema dal padre e fin da piccola sogna di fare la regista. Terminato il Dams recupera una telecamera di terza mano e comincia a girare alcuni filmati. Frequenta la scuola Zelig di Bolzano e si diploma col film “Vergot” in cui racconta le difficoltà di un adolescente in un paesino di montagna. La pellicola gira l’Italia e l’Europa e attraversa addirittura l’Atlantico per arrivare in Messico dove ottiene un importante riconoscimento.

Did@act - il progetto, acronimo di “Didattica, archeologia e cultura in Trentino”, nasce lo scorso gennaio dalla collaborazione di quattro amici, con esperienza nell’insegnamento e nella ricerca, per poter divulgare conoscenza. Ne scaturisce una serie di proposte per le scuole inerenti l’archeologia, l’antropologia fisica, l’anatomia comparata, il mondo dell’arte e delle tecniche artistiche. Non mancano laboratori e attività per i più piccoli, come la giornata nella preistoria e le feste di compleanno a tema preistorico, e le visite guidate virtuali per gli anziani. Attualmente, sono allo studio workshop e laboratori per adulti.

Nicola Dobnik – terminata la scuola alberghiera a Merano, entra subito nello staff del ristorante milanese Cracco di proprietà del famoso chef e qui impara le basi della pasticceria. Dopo un anno cambia aria e si trasferisce a Torino nel ristorante stellato Del Cambio dove ora è responsabile di pasticceria. Lo scorso anno è il più giovane partecipante in gara al concorso dedicato al cioccolato organizzato dalla francese Valrhona. Vince la finale nazionale di Versailles e si guadagna la finale mondiale di New York dove rappresenta l’Italia.

Marsela Pupa – arriva in Italia dall’Albania a 14 anni. Conclusi gli studi, fa un’esperienza nel campo dell’alta moda occupandosi delle acconciature delle modelle. Al termine, decide di aprire una sua attività con appena 400 euro in tasca. Dopo le difficoltà iniziali, oggi il suo negozio attrae sempre più clienti e sono nate una linea di prodotti naturali e una di coloranti per capelli che portano il suo nome.

Reboot – cinque giovani, in un momento di difficoltà, formano la redazione di Reboot nel centro polivalente Cre-ta di Bassano del Grappa. Si tratta di una serie web tv in cinque puntate che ottiene un grande successo tra gli internauti della zona e non. La carta vincente sono i temi (musica, arte, collettivi, nuove tecnologie e viaggi) e la costruzione delle puntate nelle quali “si tira fuori l’essenza dei giovani d’oggi” e si descrive la quotidianità dei ragazzi prendendo spunto dal mondo esterno e facendo luce su alcune importanti realtà del territorio.

La premiazione è stata fatta e i vincitori nominati, ma Strike! non si ferma: lo spirito di contaminazione alla base del progetto accompagnerà le storie e i protagonisti in altri incontri e confronti con il pubblico. Il primo appuntamento sarà all’interno del Festival della Famiglia 2017 venerdì 1° dicembre 2017 – ore 18 – al Simposio (via Rosmini 19 a Trento) nell’incontro “Attori del cambiamento: giovani scenari generativi”.

Strike! è organizzato da Agenzia per la Famiglia, natalità e politiche giovanili e Fondazione Franco Demarchi in collaborazione con Trentino Social Tank.


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