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Trento: i protagonisti di “Braccialetti Rossi” in visita al centro di Protonterapia

sabato, 8 aprile 2017

Trento – Hanno visitato il centro all’avanguardia nella cura per i tumori dell’Ospedale Santa Chiara, dalla fiction alla realtà: i protagonisti di “Braccialetti Rossi” in visita al centro di Protonterapia di Trento.

FOTO MATTEO RENSI

Frasi, saluti e riflessioni personali: hanno lasciato un ricordo della loro presenza per i piccoli ospiti in cura presso il Centro di protonterapia di Trento i protagonisti di “Braccialetti Rossi”, la fortunata serie televisiva Rai, giunta alla terza serie, invitati in questi giorni dalla Trentino Film Commission in occasione di Educa, il festival dell’educazione in corso a Rovereto, dedicato al tema “Passaggi”.

Passaggio, in questo caso, tra la finzione televisiva e realtà della vita, in una condivisione solidale di uno dei momenti più difficili che possa attraversare una persona nella sua esistenza, quello di affrontare una grave malattia. Lo hanno ben capito i giovanissimi attori Pio Luigi Piscicelli (Tony), Daniel Tenorio (Chicco), Maria Melandri (Margi) e Nicolò Bertonelli (Bobo), protagonisti della fiction tv co-prodotta da Palomar di Carlo degli Esposti con RaiFiction, che questo pomeriggio hanno voluto fare visita al Centro di Trento all’avanguardia per la cura dei tumori.
Ad accogliere il gruppo, l’assessora provinciale all’università e ricerca Sara Ferrari, il direttore del Centro Maurizio Amichetti, Mario Cristofolini con alcuni volontari della sezione provinciale di Trento della Lega Italiana per la lotta contro i tumori ed il presidente della Trentino film commission, Giampaolo Pedrotti.

L’assessora Ferrari ha sottolineato che l’incontro di oggi, significativo e di immediata comprensione, è avvenuto in un luogo dove si investe in ricerca e innovazione, per garantire che le speranze di guarigione dei malati, in particolare di ragazzi come quelli rappresentati nella fiction da questi giovani attori, possano avere una risposta positiva.

I giovanissimi protagonisti di Braccialetti Rossi hanno seguito con interesse il direttore Amichetti che ha illustrato i macchinari all’avanguardia utilizzati per il trattamento, le procedure di preparazione dei pazienti e i vari ambienti di cura del Centro e hanno portato la loro testimonianza di come una fiction come quella da loro interpretata abbia dato loro una consapevolezza significativa dell’esistenza della malattia e della sofferenza, ma anche dell’importanza che l’amicizia, la solidarietà e persino l’allegria possono avere nell’alleviare momenti così difficili da affrontare per tutti, in modo particolare per i bambini.

La serie tv, che in tre edizioni ha raggiunto numeri di ascolto altissimi con picchi di 7 milioni di telespettatori, parla di storie di ragazzi affetti da gravi malattie, a volte terminali. “Braccialetti Rossi” con la regia di Giacomo Campiotti è la versione italiana della serie catalana Polseres vermelles, ispirata alla storia vera dello scrittore spagnolo Albert Espinosa che, malato di cancro per 10 anni, è riuscito a guarire, raccontando poi la sua esperienza in un libro.

Il Centro di protonterapia di Trento
La protonterapia è un trattamento radiante di precisione che utilizza particelle pesanti – i protoni – per irradiare le cellule tumorali. Il trattamento con protoni è particolarmente indicato in situazioni cliniche difficili: in caso di lesioni in vicinanza di organi sensibili, in regioni anatomiche complesse, in caso di lesioni tumorali impegnative per forma e volume e in età pediatrica.

Il Centro è una delle unità operative dell’Ospedale di Trento e fa parte del Dipartimento oncologico. Ha iniziato l’attività clinica il 22 ottobre del 2014 e circa un anno fa è stata aperta la seconda camera di trattamento, che ha permesso l’incremento del numero dei pazienti trattabili giornalmente


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