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Trento celebra lo storico accordo De Gasperi-Gruber: gli appuntamenti

sabato, 2 settembre 2017

Trento – La cultura dell’Autonomia: al via le celebrazioni per l’Accordo De Gasperi-Gruber. Rossi “L’Autonomia esiste grazie a un popolo che continua a respirarne i principi e a praticarla”.

Primo appuntamento in Sala Depero per celebrare l’Accordo De Gasperi-Gruber. “La cultura dell’Autonomia” è il titolo del seminario, moderato da Giuseppe Zorzi (Presidenza PAT – Affari euroregionali), che ha visto protagonisti Rainer Arnold, Università di Regensburg, Steven Forti, Universidade Nove de Lisboa e Università Autonoma di Barcellona, Roberto Toniatti, Università di Trento, Elena D’Orlando, Università di Udine e Esther Happacher, Università di Innsbruck.
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I lavori hanno avuto inizio con i saluti del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, il vicepresidente Walter Viola in rappresentanza del Presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e di Paride Gianmoena presidente del Consiglio delle Autonomie locali. (Nella foto il presidente Ugo Rossi e i relatori).

L’INTERVENTO - “Credo – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi – che quanto sia avvenuto dall’Accordo De Gasperi- Gruber debba tenere ben presente quanto prima era comunemente diffuso sui nostri territori, ovvero la cultura dell’autonomia. Ci siamo concentrati in questi anni di attacco ad una logica anche di difesa cercando di dimostrare come le autonomie speciali, oltre a garantire un’alta qualità della vita ai propri cittadini siano anche utili allo Stato. Ci siamo concentrati sul meritarsi l’autonomia sul profilo del gestirla bene. Ma questo non è sufficiente, l’autonomia è frutto anche della cultura e soprattutto del suo popolo. Riflettere oggi anche su questo aspetto significa fare in modo che questo ‘meritarsi’ l’autonomia si possa sostanziare anche per il futuro, non solo per logiche di buono governo ma soprattutto per il fatto che c’è un popolo che continua a respirare i principi di questa cultura e a praticarla in prima persona”.

I prossimi appuntamenti per la Giornata dell’Autonomia sono previsti per domenica 3 settembre al teatro Sociale con il concerto dell’orchestra Haydn (ingresso libero previo ritiro del biglietto). Martedì 5 in Sala Depero è fissata la consueta cerimonia ufficiale e in serata, nel cortile del Muse, spazio alla musica rock e reggae con i Rebel Rootz. Infine, sabato 9, le “porte aperte” al Palazzo della Provincia, anche questa ormai una tradizione, con il saluto del governatore del Trentino Ugo Rossi.

GIORNATA DELL’AUTONOMIA - Istituita nel 2008 per ricordare l’accordo De Gasperi-Gruber dal quale ha avuto origine l’Autonomia speciale nella forma che oggi conosciamo. Nel pomeriggio in sala Depero del palazzo sede della Provincia si è tenuto un seminario sulla Cultura dell’Autonomia e in particolare “Le condizioni pre-giuridiche per un’efficace autonomia regionale”.

E’ il popolo trentino il vero attore della lunga storia autonomistica di questa terra. Una storia che trova certo nell’anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber del 5 settembre 1946 un momento fondamentale, quale fonte di diritto internazionale della speciale autonomia del Trentino e dell’Alto Adige/Suedtirol. Ma che non inizia affatto il 5 settembre 1946, avendo in quella data già alle spalle un’esperienza variegata quanto consolidata anzitutto in termini di sensibilità autonomistica. C’è da chiedersi insomma se l’architettura di un’autonomia regionale efficace non dipenda anche da condizioni pre-giuridiche. Che come tali saranno esterne tanto al quadro normativo quanto alla disponibilità di risorse materiali: si pensi ad esempio alla questione delle radici storiche o alla risorsa rappresentata da un capitale sociale condiviso o ancora alla stessa possibilità di ricuperare un comune qualificato filo rosso argomentativo sul terreno identitario e di qui progettuale-politico anche a livello di proposta partitica.

I RELATORI - Si sono concentrati nell’approfondire i profili più significativi delle condizioni pre-giuridiche dell’architettura istituzionale di un’autonomia regionale efficace e, al tempo stesso, nel proporre una ricognizione comparata della cultura dell’autonomia a livello europeo, occasione per confrontare la storia autonomistica trentina con alcune esperienze paradigmatiche di autonomia regionale nel continente. In particolare Roberto Toniatti, docente di diritto costituzionale comparato presso l’università di Trento, ha tracciato la cornice metodologica e tematica di questo seminario, individuando in linea generale i contenuti e le manifestazioni della cultura dell’autonomia.

Rainer Arnold, professore emerito dell’università di Regensburg, ha invece raccontato l’esperienza di autonomia regionale matura in Europa: quella bavarese, una realtà con la quale sempre più il Trentino e più in generale questa terra tra i monti a cavallo del Brennero dovrà misurarsi a tutti i livelli elaborando a maggior ragione una propria capacità di iniziativa. Steven Forti, docente presso l’università di Lisbona e l’università autonoma di Barcellona, ha illustrato il caso catalano sulla base di un excursus storico-scientifico che dalla nascita della Catalogna ha fatto emergere nei secoli successivi la nascita del catalanismo fino ad arrivare al Novecento e alle spinte che dall’autonomismo premono sempre più verso l’indipendentismo. Altre due esperienze sono state portate da Elena D’Orlando, docente dell’università di Udine e da Esther Happacher dell’università di Innsbruck. Il convegno si è concluso con le riflessioni di Francesco Palermo, professore presso l’università di Verona e l’Eurac di Bolzano.


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