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Rocca d’Anfo riapre i cancelli dopo quattro anni e visite guidate per sei settimane

martedì, 4 agosto 2015

Anfo – “Dopo 4 anni di chiusura forzata la Rocca d’Anfo riapre i cancelli: per sei fine settimana, dal 15 agosto al 20 settembre, la Rocca d’Anfo, il gioiello della Valle Sabbia sarà accessibile con visite guidate.

Un’apertura straordinaria frutto della determinazione di Regione Lombardia e della Comunita’ Montana di Valle Sabbia”. Lo hanno annunciato gliassessori regionali Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo) e Mauro Parolini (Commercio, Turismo e Terziario).

RISPOSTA ALLE ATTESE DI TURISTI E APPASSIONATIRocca d'Anfo

“Da qualche mese sono iniziati i lavori di messa in sicurezza del complesso, che presto verrà restituito definitivamente al territorio, ai cittadini e ai visitatori – hanno sottolineano gli assessori regionali e il presidente della Comunita’ montana di Valle Sabbia Giovanmaria Flocchini.

Anche se la Rocca non è ancora visitabile nella sua interezza abbiamo scelto di attivare comunque le visite guidate per il periodo di massima affluenza turistica, cosi’ da rispondere alle attese dei tanti appassionati
e turisti”.

RUOLO FONDAMENTALE DI REGIONE

Fondamentale nella riapertura il ruolo di Regione Lombardia. Due i passaggi cruciali: il primo, l’accordo con il quale l’Agenzia del Demanio ha consegnato la Rocca a Regione Lombardia per 19 anni, in modo da consentire gli interventi di consolidamento, salvaguardia e valorizzazione. Il secondo, il finanziamento da un milione di euro stanziato dalla Regione, che ha permesso la realizzazione dei primi interventi per questa riapertura.

SITO DI INESTIMABILE VALORE

“La Rocca d’Anfo – afferma l’assessore Beccalossi – rappresenta un sito di inestimabile valore, che attende solo di essere valorizzato, come dimostra il grande afflusso di turisti, sia italiani sia stranieri, registrato nel periodo di apertura al pubblico tra il 2007 e il 2011, prima che continui interventi franosi ne causassero la chiusura per motivi di sicurezza. Con la firma delle convenzioni, la realizzazione dei primi lavori e l’imminente riapertura, abbiamo dato un segnale forte di coerenza, ma non ci fermeremo qui”.

INTERVENTO ASSESSORE PAROLINI

“Regione Lombardia – sottolinea l’assessore Parolini – sta puntando sulla valorizzare di singoli punti di interesse, perché  la loro unicità è in grado di trainare l’intero sistema turistico, generando ricadute positive per i territori di riferimento e il tessuto economico locale. La riapertura della Rocca – aggiunge – contribuisce infatti ad aumentare notevolmente l’attrattività turistica della zona e per questo stiamo lavorando per renderla definitiva. Questo evento  rappresenta anche un’occasione per rinnovare l’offerta ed integrare in modo strategico questa grande risorsa storica e architettonica con gli altri elementi che concorrono a definire l’esperienza di viaggio sul lago d’Idro”.

COMUNITA’ MONTANA VALLE SABBIA

“Oltre due terzi della Rocca sono già accessibili – aggiunge il Presidente Flocchini –, fra cui la Caserma Zanardelli, il Corpo di guardia della Batteria Venezia e suggestiva parte napoleonica, da cui si gode un panorama mozzafiato sull’intera vallata e il Lago d’Idro. La Rocca rappresenta infatti la più importante fortezza napoleonica presente in Italia, il cui modello e’ esposto al museo degli Invalides di Parigi”. In base a un accordo con Regione, la Comunità Montana di Valle Sabbia ha ottenuto la gestione diretta
del bene almeno per i prossimi 5 anni.

ENTI

Tra gli enti che hanno reso possibile questo passaggio anche la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici (la Rocca d’Anfo e’ stata dichiarata nel 1979 sito di particolare interesse storico e artistico dal Ministero dei Beni Culturali) e il Comune di Anfo unitamente al GAL GardaValsabbia quale apporto operativo nelle diverse fasi di impostazione del progetto di recupero e valorizzazione.

“Siamo consapevoli che il lavoro che ci attende non e’ facile, soprattutto per la carenza di risorse a disposizione – afferma Tiziano Pavoni, presidente del GAL -. Per questo stiamo supportando la Comunità Montana e la Regione nella partecipazione a diversi bandi che ci consentiranno di reperire i fondi per i progetti di restauro e di valorizzazione turistica. Certo la presa in carico della Regione fornisce una garanzia in più affinchè questo importante complesso monumentale possa diventare quell’attrazione di richiamo turistico da tempo auspicata”


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