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Ponte di Legno, i ghiacciai della Guerra Bianca nei racconti di Smiraglia e Belotti

venerdì, 10 agosto 2018

Ponte di Legno – Le montagne trentine e lombarde, in particolare l’Adamello, ai tempi della Guerra Bianca sono state al centro del penultimo incontro di “Emozioni all’ultimo respiro”. Un secolo fa com’era il ghiacciaio dell’Adamello?  E soprattutto come vivevano le persone che erano salite su quelle cime per combattere la Prima Guerra Mondiale?. Sono due delle tante domande che si pongono alpinisti e turisti a distanza di un secolo esatto di quel conflitto.pl

Una risposta hanno cercato di darla ieri sera – nell’evento organizzato dalla Pro loco di Ponte di Legno al Palazzetto dello Sport – il professor Claudio Smiraglia, docente universitario, socio onorario CAI e uno dei massimi esperti di ghiacciai, e Walter Belotti, presidente del Museo della Guerra Bianca di Temù. La presidente della Pro loco di Ponte di Legno, Elena Veclani, ha presentato i due relatori della serata che hanno approfondito il tema: “I ghiacciai della Guerra Bianca: fra i drammi della storia e le incertezze della scienza” (nelle foto a lato Claudio Smiraglia, Elena Veclani e Walter Belotti; sotto Walter Belotti).

Gli illustri relatori hanno affrontato il tema sia da un punto di vista storico che scientifico, in particolare il contesto dove è stata combattuta la Guerra Bianca, dove le condizioni erano estreme per sette-otto mesi all’anno e dove ci furono comportamenti eroici. Il professor Smiraglia ha poi evidenziato gli strumenti scientifici che si utilizzano oggi e che sono sempre più in evoluzione e quelli di un secolo fa.

belotti

“Ci sono delle incertezze scientifiche – ha spiegato il professor Smiraglia – però sappiamo che le situazioni erano davvero estreme per i combattenti”. Sono state anche presentate immagini storiche su quel conflitto che – come ha concluso Walter Belotti – fa scoprire anno dopo anno “importanti reperti che servono a scrivere altre importanti pagine della storia di cent’anni fa e e di quel conflitto”.



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