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Pergine, presentazione del film “Fiume che cammina” di Alberto Pattini

lunedì, 31 luglio 2017

Pergine – Grandi appuntamenti a Pergine. Venerdì prossimo – 4 agosto – alle 21.30 proiezione del film “Fiume che cammina – Pastori erranti sotto le stelle dall’Adriatico al Lagorai” regia di Alberto Pattini, riprese e montaggio di Renato Stedile e musiche di Federico Bosio. Attori: Michele Laner, Angela Laner, Mattia Laner, Diego Iobstraibizer e Marco Simonetto. Presenta la conduttrice Nicole Marchi allieta la serata con la sua fisarmonica Marco Graziola, direttore della scuola di fisarmonica della Valle di Fiemme. Ingresso gratuito.Pergine film pattini 0

Le pecore sono un mondo invisibile di lana che vive lentamente percorrendo le radici della cultura del territorio. Così ha fatto il regista Alberto Pattini nel filmato documentario “Fiume che cammina-pastori erranti sotto le stelle dall’Adriatico al Lagorai”, seguendo il gregge di giovani pastori mòcheni di età tra i 16 e i 24 anni (i fratelli Michele, Angela e Mattia Laner, Diego Iobstraibizer e Marco Simonetto) dalle montagne della catena del Lagorai in Valle dei Mòcheni – Trentino fino ai pascoli di Altino e Jesolo sul mare Adriatico veneto e viceversa, seguendo il percorso millenario della transumanza sul quale i Romani costruirono la strada Claudia Augusta Altinate.

Nel documentario il regista ha cercato di trasmettere in immagini l’emozioni che si provano vivendo sotto le stelle a contatto diretto con la melodia della Grande Madre seguendo un gregge di 2mila unità tra pecore, capre ed asini.

La transumanza è un lungo costante vagabondare in cerca di libertà e di pace, un’immersione tra vette aguzze e paesaggi selvaggi, ascoltando il fragore delle fragili cattedrali di cristallo ed ammirando cieli blu cobalto tra foreste vergini, acque incredibilmente cristalline di laghi incantevoli, pascoli fioriti e fragorose cascate. Un’esperienza sensoriale in alpeggio attraverso uno dei paesaggi più selvaggi del pianeta dove una natura rigogliosa risveglia l’anima di chi la contempla in silenzio e con gran rispetto. La transumanza oltre ad essere la memoria del passato e dell’ identità antropologica è un sistema sostenibile.


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