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Lavarone, omaggio dell’artista Paride Franceschini a Mauro Corona

martedì, 5 settembre 2017

Lavarone – Uno degli eventi dell’estate che sta per concludersi è sicuramente l’incontro tra Mauro Corona, Luigi Maieron e Paride Franceschini. Davanti a centinaia di persone, accorse nei boschi di Lavarone (Trento) per ascoltare la presentazione del libro “Quasi niente”, scritto a quattro mani da Mauro Corona e Luigi Maieron, si è svolto l’omaggio dell’artista trentino Paride Franceschini all’alpinista-scrittore originario di Erto: un ritratto di Corona eseguito con la tecnica del pirografo e che descrive lo scrittore in un’espressione particolarmente intensa, circondato dalle statue presenti nel suo studio di scultore ai piedi della diga del Vajont.

Lavarone Corona 1

Franceschini – noto ai frequentatori della montagna come il “poeta del Lagorai” – ha sperimentato nel corso degli ultimi anni, diverse discipline artistiche: dalla poesia (a cui si dedica da qualche decennio) alla pittura (sempre eseguita con tecniche e su supporti originali) e, più recentemente, all’incisione su legno, per mezzo di una punta incandescente – appunto, il pirografo. Proprio in questa tecnica, l’artista ha trovato una dimensione particolarmente affine, capace di mettere assieme elementi biografici e inclinazioni artistiche.

L’incisione su legno, infatti, oltre che a rappresentare un’importante tradizione storica recentemente andata in disuso, si offre per interessanti risultati formali e Franceschini, con le sue ultime opere, ne sta dando un’emblematica dimostrazione. Ma non si tratta solo di tecnica: il fuoco che incide il legno rimanda a simbolismi presenti nella tradizione rurale degli abitanti di montagna, e semplifica la composizione pittorica in poche possibili gradazioni cromatiche, evocando così un senso di pulizia e di purezza che strizzano l’occhio all’estetica contemporanea.

Sarà stato anche per queste ragioni che Corona ha dimostrato di apprezzare molto il ritratto eseguito da Paride Franceschini.

autoritratto Corona 1

Ed in effetti difficile dargli torto: l’opera donata all’eclettico artista friulano, è la più “coronesca” che si possa immaginare: eseguita su legno grezzo dei boschi, incisa con fuoco e metallo, e capace di cogliere Corona in una espressione onirica, proprio come molti dei suoi racconti. Un lavoro, quello di Franceschini, che farà bella mostra nello studio dello scrittore.


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