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L’alpenstock di Papa Wojtyla incastonato in un’opera d’arte lignea della mostra di Aprica

domenica, 12 marzo 2017

Aprica – L’alpenstock di Papa Karol Wojtyla, incastonato in un’opera d’arte lignea. Emozione all’Aprica per la consegna ufficiale e la collocazione del prezioso oggetto appartenuto all’ultimo Papa Santo (Nelle foto alcuni momenti della cerimonia ad Aprica).

Ci volevano l’’ispirazione e la perizia esecutiva di un grande artista del legno come Andrea Fanchi per valorizzare esteticamente con una meravigliosa teca lignea un oggetto di per sé preziosissimo, ma semplice come un bastone. Dove la preziosità di quello che è a tutti gli effetti un alpenstock vecchia maniera, con tanto di puntale e cordino per infilarci il polso, è rappresentata dal fatto d’essere appartenuto a San Giovanni Paolo II.

Lino Zani, il depositario del dono avuto dal Papa polacco quando non fu più in grado di andare con lui per montagne, lo ha custodito per anni nella sua casa di Temù in Alta Valle Camonica, a poche decine di chilometri dalla valtellinese Aprica. Pochi chilometri che rappresentano però a volte, per lo spiccato senso di appartenenza alla propria valle, una distanza siderale con quella vicina. Non è stato così in questo caso e l’amatissimo Papa ha compiuto, tra gli altri più grandi, il piccolo miracolo di far stringere per una volta la mano alle due valli confinanti.

In realtà, Lino Zani ha conosciuto l’appassionato Elio Negri di Aprica, creatore con altri di Scarpù Uècc, la mostra dello sci storico 1900/2000, in occasione delle riprese per la trasmissione tv Linea Bianca e tra i due è stata simpatia a prima vista. Zani, come ha detto nel suo intervento durante l’inaugurazione, ha subito capito che la collocazione del santo bastone era la mostra di Aprica, “Perché nata dall’autentica e disinteressata passione per la montagna e alcune delle sue espressioni sportive più belle, come lo sci e altre attività, non ultima l’escursionismo”.

Nella cerimonia di ieri il bastone è stato consegnato da Lino Zani, attraverso un bambino in costume, e Negri ha abbracciato e ringraziato il donatore, quindi ha ringraziato lo scultore Fanchi. Poi, uno ad uno, ha voluto nominare l’universo mondo: i collaboratori diretti per il supporto organizzativo e gestionale, i donatori di alcuni materiali che compongono le riserve dell’esposizione (tra cui 700 paia di sci), le autorità amministrative presenti, il sindaco Carla Cioccarelli e l’assessore al Turismo Bruno Corvi, il parroco don Claudio e il parroco emerito don Augusto, il vicepresidente lombardo di Federfuni, Arnaldo Soncelli, la responsabile di Aprica Skipass, Alliana Bozzi, il promoter Massimo Franzetti, le scuole e i maestri di sci e tutte le opersone presenti alla cerimonia.

Carla Cioccarelli, nel suo intervento davanti alla scultura appena scoperta, ha parlato di “gesto incredibilmente generoso da parte dell’amico del Papa” e ha assicurato che, così ulteriormente impreziosita, la mostra storica dello sci di Aprica sarà senz’’altro meglio valorizzata in futuro. Soncelli, da parte sua, ha confidato di essere al lavoro con la RAI per portare anche Linea Bianca Estate all’’Aprica; anzi, c’’è la concreta possibilità che si registri sia una puntata estiva che poi, di nuovo, una invernale la prossima stagione. “Ossini e gli autori confida –sono rimasti entusiasti del materiale a disposizione per il confezionamento della trasmissione. Tutto ciò a fronte del relativo costo di 7mila euro a carico della località, che la RAI chiede per pagare solo i collaboratori esterni della troupe”.

Resta da dire qualcosa dell’opera di Andrea Fanchi, che lui stesso ha detto di aver concepito dopo alcune notti insonni seguite all’’incarico. A noi sembra che il suo sforzo creativo sia pienamente riuscito nell’’intento di rappresentare l’umile pastore di anime San Giovanni Paolo II (del quale si vedono solo le mani che tengono il bastone), collocato all’’interno del Creato (in questo caso la natura e le montagne al suo apice) e la potenza del Creatore, che irradia dal centro luminoso della teca fino alla croce che la sovrasta. Un’’opera di ardita concezione, realizzata nello stile gotico e formalmente impeccabile di Fanchi.


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