QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

La ricerca sullo sport trova casa in Trentino

giovedì, 19 settembre 2013

Trento – Un’università e oltre una ventina di centri di ricerca: è il sistema trentino della ricerca e dell’alta formazione impegnato in una nuova sfida, quella di valorizzare lo sport come driver di innovazione e opportunità per i giovani. 100 mila euro sono stati resi disponibili per cinque nuovi progetti di ricerca sullo sport, collegati all’Universiade.volley pallavolo

Lo sport come veicolo di valori positivi nella formazione, come incentivo a promuovere l’inclusione sociale e il volontariato, come spunto e traino per la ricerca scientifica e per l’innovazione. Dalle indicazioni del Libro bianco sullo Sport, emanato nel 2007 dalla Commissione europea, emerge un invito a considerare lo sport come una risorsa a disposizione dei giovani europei, ma anche come veicolo per un rilancio dell’economia. E in questa sfida le università e i centri di ricerca possono giocare un ruolo di primo piano come catalizzatore di idee, progetti e nuove opportunità. Sport, ricerca e innovazione sono temi particolarmente sentiti in Trentino, provincia che da anni ha messo in campo investimenti strategici di lungo periodo per sostenere lo sviluppo di un sistema di ricerca e alta formazione creativo e competitivo. Grazie all’Università di Trento – ateneo al vertice delle classifiche nazionali e valutato nel ranking QS tra le migliori 450 università al mondo – e a una ventina fra fondazioni e centri di ricerca dalla crescente reputazione internazionale, il Trentino si presenta come player di primo piano nelle reti della ricerca, non soltanto a livello europeo.

ICT, neuroscienze, biologia integrata, nanotecnologie, genomica, green tech e ingegneria ambientale sono solo alcuni degli ambiti strategici in cui la ricerca made in Trentino sta conquistando riconoscimenti a livello internazionale nella comunità scientifica e nel mondo imprenditoriale, che possono trovare ambiti di applicazione interessanti al servizio dello sport. Una provincia “laboratorio” che, grazie alla sua autonomia speciale, può sperimentare forme di cooperazione e reclutamento internazionale che garantiscono più efficienza e competitività. Sviluppare le potenzialità dello sport nella ricerca e nell’innovazione è la prossima sfida che attende il Trentino in vista dell’Universiade. Per quella occasione l’Università di Trento e i centri di ricerca del territorio mostreranno le linee di ricerca e i nuovi progetti avviati.

A margine della conferenza internazionale che precederà l’Universiade – e che si terrà dal 9 all’11 dicembre a Rovereto – saranno presentati i progetti finanziati a dicembre 2012 dall’ateneo trentino sul bando collegato all’Universiade invernale per 100 mila euro complessivi. Si tratta di progetti di ricerca che spaziano dall’ingegneria dei materiali (SkiWax 2013, caratterizzazione comparata di scioline da competizione del professor Luca Fambri e Acqua di cocco: bevanda per sportivi a contenuto vitaminico e nutrizionale della ricercatrice Sara Spilimbergo), all’ingegneria ambientale (Universiadi ad emissione zero del professor Maurizio Fauri), dalle neuroscienze (OZ – Osservare l’attenZione del professor Nicu Sebe) alle scienze cognitive (Decision making under risk in winter sports della professoressa Lucia Savadori). Il binomio sport e innovazione si declina anche in progetti di ricerca che abbracciano vari ambiti strategici, come la salute, la nutrizione, la sicurezza, le nuove tecnologie e l’informatica. In questa direzione lavorano anche la Fondazione Edmund Mach, la Fondazione Bruno Kessler e i centri di ricerca trentini, tra cui Trento Rise, EIT ICT Labs, Create-net, il COSBI –(The Microsoft Research – University of Trento Centre for Computational and Systems Biology).


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136