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Folgaria, a Maso Spilzi la mostra “Vedute d’Arte. Immagini di paesaggio sull’Alpe Cimbra”

martedì, 30 giugno 2020

Folgaria – “Vedute d’Arte. Immagini di paesaggio sull’Alpe Cimbra”, una grande mostra sarà allestita dal 19 luglio al 13 settembre a Maso Spilzi, Costa di Folgaria (Trento). Sabato 18 luglio alle 17.30 presso la sala espositiva di Maso Spilzi a Costa di Folgaria, si inaugura la mostra “Vedute d’Arte – Immagini di paesaggio sull’Alpe Cimbra”. La mostra è organizzata dal Comune di Folgaria e curata su Warin Dusatti.

“Con questo ritorno del mondo della pittura all’interno del fienile dello storico edificio di maso Spilzi si è inteso toccare dei temi ritornati recentemente più attuali: quello della villeggiatura e quello dell’esigenza dell’uomo di riscoprire il legame con la Natura“, commenta Stefania Schir, assessore alla Cultura del Comune di Folgaria

Costa Diego - 1940 - Serrada La CogolaL’esposizione presenta le opere degli artisti che hanno costituito e vissuto la stagione culturale dei primi cinquant’anni del Novecento in seno all’Alpe Cimbra, luogo e meta non solo di soggiorno, ma anche di incontro e confronto artistico. Immagini del paesaggio di Folgaria e Lavarone, si alternano e mescolano con vedute di altri paesaggi montani eseguiti dagli stessi protagonisti, ampliando così l’orizzonte al di là dei valichi. Nella stessa ottica, qui rivolta alla veduta come breve incursione nel paesaggio interiore, sono proposte alcune visioni parallele, come La rissa e il Pastorale di Fortunato Depero.

Tra le altre opere, si possono vedere le Betulle, rappresentate nelle quattro stagioni, di Vittorio Casetti; i paesaggi innevati di Diego Costa; l’esplosiva creatività di Fortunato Depero (Radioscopia alpestre; Chiesa di Guardia di Folgaria); i due capolavori divisionisti di Attilio Lasta Tramonto sui Crozi Rossi e Meriggio sul Grosté; gli intimi paesaggi di Elio Martinelli; Giovanni Tiella con due luminosi acquerelli di Serrada e Luigi Vicentini, con opere degli anni ‘30 e ‘40. Affiancano i più conosciuti conterranei, Alfonso Cappelletti e Guido Valle, che hanno condiviso con loro l’amore per la pittura ed il paesaggio alpestre. Unica testimonianza ottocentesca all’interno della mostra, prodromo del felice futuro artistico dell’Alpe, è quella dell’acquerellista Domenico De Ballarini, nato a Cracovia nel 1803 e morto a Rovereto nel 1891, che dipinse uno scorcio di Lavarone nel 1855.

Casetti Vittorio - 1944 - Il Col SantoDurante il periodo della esposizione si terranno, a Maso Spilzi, delle conferenze nelle quali verranno affrontati temi riguardanti gli artisti ed il contesto socio-culturale. Giovedì 23 luglio, Vedute d’arte e d’avanguardia. Relazioni e ambizioni di Fortunato Depero per una reinvenzione della realtà, relatrice Elisabetta G. Rizzioli. Giovedì 30 luglio, Il rapporto tra l’alpe e la selva nelle comunità montane, tra realtà e immaginario, relatrice Roberta Bonazza.

Giovedì 6 agosto, Lo sguardo dell’Arte sull’Alpe Cimbra nella pittura della prima metà del ’900, relatore Paolo Dalla Torre. Giovedì 20 agosto, presentazione della rivista trimestrale dedicata all’arte regionale Arte Trentina – La rivista dell’arte in Trentino. Tra memoria, ricerca e contemporaneità.

Martinelli Elio - 1930 Serrada

La mostra è visitabile dal 19 luglio al 13 settembre 2020, dal martedì al venerdì con orario 15-19, sabato e domenica 10-12 e 15-19.



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