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Trento Film Festival: il gran finale con protagonisti Reinhold Messner e Hervé Baramasse

venerdì, 8 maggio 2015

Trento – Grande attesa per la serata condotta da Reinhold Messner e Hervè Barmasse dedicata al Cervino dal titolo “150-100-50-0- Storie di alpinisti fra il Cervino e la Guerra”.

IL CERVINO AL TRENTO FILM FESTIVAL
Oggi, alle 21, il palcoscenico dell’Auditorium Santa Chiara, ospiterà Reinhold Messner e Hervé Barmasse in “150-100-50-0- Storie di alpinisti fra il Cervino e la Guerra”, pensato in occasione della coincidenza di alcuni anniversari che ricorrono proprio quest’anno, primo fra tutti i 150 anni dalla prima salita del Cervino.
“Un titolo – spiega Sandro Filippini che ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo – scritto in cifre e fatto di numeri: “150-100-50-0”. Ma non si tratta di misure o di record. Si tratta di anniversari, per raccontare di uomini e delle loro gesta, fatte per sfida, per amicizia, per necessità o per dovere. Il sottotitolo, infatti, recita “Storie di alp57mo FILMFESTIVAL 2009inisti fra il Cervino e la Guerra”.

A condurre la serata, con accompagnamento di musiche e letture, sarà, come consuetudine nelle ultime edizioni del Trento Film Festival, Reinhold Messner (nella foto a destra). Non da solo: insieme a lui ci sarà Hervé Barmasse. Il più famoso degli alpinisti sarà dunque in cordata con un esponente di punta delle nuove generazioni, capace di aprire nuove porte al futuro ispirandosi ai grandi del passato, nato sotto il Cervino, la montagna sulla quale ha aperto nuove vie e compiuto numerose prime ascensioni solitarie e invernali. L’interlocutore più adatto, quindi, per legare l’oggi alle storiche imprese di Jean Antoine Carrel ed Edward Whymper, salitori del Cervino nel 1865, o di Walter Bonatti, che un secolo dopo sulla parete Nord di quella montagna disegnò, in 5 giorni e 4 bivacchi, il suo ultimo, grande capolavoro in solitaria e in invernale. Senza dimenticare anche gli uomini, alpinisti e non, che sulle montagne 100 anni fa furono costretti a farsi la guerra, come purtroppo ancora oggi avviene”.

EVENTO A BOLZANO

Domenica 10 maggio, alle 21, al Teatro Gries di Bolzano, vedrà come protagonista ancora Hervé Barmasse (nella foto sotto a sinistra), presente al festival anche in qualità di giurato, con lo spettacolo “Hervé Barmasse racconta il suo Cervino”, un “viaggio che ripercorre, attraverso filmati e racconti dell’alpinista valdostano, le esperienze vissute su questa montagna tra nuove vie, prime solitarie e prime invernali compiute ispirandosi agli alpinisti del passato. Nel foyer/atrio dell’Auditorium Santa Chiara (Via Santa Croce, 67) si può, inoltre, visitare la mostra realizzata dalla stesso alpinista valdostano dal titolo “Oltre il Cervino”. La storia dei Barmasse si inquadra nella lunga e gloriosa tradizione delle guide del CeHerve Barmasse 1rvino, iniziata nel 1865 quando Jean-Antoine Carrel scalò la cresta del Leone dal Breuil e aprì la strada a una professione che dura da centocinquant’anni. Hervé, la quarta generazione dei Barmasse, con le sue solitarie sul Cervino e le scalate sul granito del Karakorum e della Patagonia, è oggi uno degli alpinisti di punta a livello europeo.

“IL DIRITTO DI ANDARE, IL DOVERE DI AIUTARE”  E LA QUARTA EDIZIONE DEL “QUO CLIMBIS?”
Anche quest’anno l’ultima domenica del Film Festival della Montagna di Trento prevede, alle 14, il convegno “Quo CLIMBis?”, organizzato in collaborazione con Reinhold Messner e ospitato a Castel Firmiano, sede centrale del Messner Mountain Museum.
La quarta edizione ha come titolo “Il diritto di andare, il dovere di aiutare”. Un tema scelto nei mesi scorsi, ma che, dopo il tragico terremoto che ha devastato il Nepal, ha acquisito significato ancora più forte, non soltanto per gli appassionati di montagna e gli scalatori, ma per tutte le persone.

Partendo dal richiamo, irrinunciabile per gli alpinisti, della libertà di andare dove vogliono, sotto la propria esclusiva responsabilità, il convegno voleva essere l’occasione per offrire spunti di riflessione sul fatto che le montagne non sono solamente roccia e ghiaccio, ma anche dura natura. Con la quale si confrontano ogni giorno coloro che nelle alte valli vivono: persone che non hanno sogni di avventura ma che talvolta, per migliorare la propria condizione, aiutano gli alpinisti a viverla. Come fanno gli sherpa. Seguendo l’esempio di Sir Edmund Hillary, tanti alpinisti hanno sentito la responsabilità di aiutarli ad avere condizioni di vita migliori e migliori prospettive, realizzando scuole e ospedali nelle valli anche meno frRitorno alle originiequentate.

Ora, purtroppo, dopo il terremoto si tratta addirittura di aiutare loro e tutti gli altri nepalesi a ricostruire le basi per poter restare a vivere sulla loro sfortunata terra. A tal fine il Trento Film Festival e i partecipanti al forum daranno il proprio contributo per aiutare i nepalesi con una specifica iniziativa di solidarietà.

Di questo dialogheranno con Reinhold Messner, portando le loro esperienze personali e quelle delle loro organizzazioni: Anselme Baud (Fra), Nepal Mountaineering Instructors Association; Mario Corradini (Ita), Associazione Ciao Namastè; Fausto De Stefani (Ita) Fondazione senza Frontiere Onlus; Lindsay Griffin (GB), presidente The Alpine Club; Simone Moro (Ita), Associazione Kokos Onlus e pilota di elicotteri; David Morton (Usa), Juniper Fund; Franco Perlotto (Ita), esperto in Cooperazione allo Sviluppo; Christian Trommsdorff (Fra), presidente del Groupe de Haute Montagne. Parteciperanno anche Hervé Barmasse, Marco Berti, Emilio Previtali.

 


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