QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Echi di poesia dialettale: il primo premio va al trentino Alberto Pattini. FOTO

lunedì, 25 luglio 2016

Bonito – Il trentino Alberto Pattini ha vinto il primo premio assoluto al concorso internazionale “Echi di poesia dialettale 2016″. Con l’alto patrocinio dell’Unesco della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, della Regione Campania, del Comune di Bonito, Nusco e Montemarano ed altri Enti, ieri al Centro di Ricerca tradizioni popolari «La Grande Madre» che ha sede a Bonito (Avellino), gli è stato conferito l’attestato, l’opera d’arte attribuiti al vincitore – La Grande Madre in onice e un soggiorno di due persone a Castel Vetere al Calore, offerto da Irpinia Turismo di Agostino Della Gatta.

Premio Pattini - benevento

Ecco la motivazione della giuria a firma di Franca Molinaro, presidente dell’associazione La Grande Madre, perché si tratta di un riconoscimento ottenuto fra altri 400 concorrenti.

“La poesia di Pattini è un refolo di vento che sospira lieve fra le vette e i pascoli fioriti, dove la parola è superflua e il silenzio loquace; è il vento del Nord che con la sua carezza comunica il sonno della stagione del silenzio rendendo ancor più intima la meditazione; è polvere di stelle che illumina il buio perché nessuna notte è nera se nel cuore regna l’amore.

Nei versi del poeta vive la montagna in tutta la sua bellezza; animali e fiori, cielo e terra, animo e corpo convivono in un afflato magico che rischiara i malumori e avvicina a Dio. Ma è un Dio che non si differenzia dalle piccole cose, anzi, si rivela proprio nelle «robe picènìne», nel sorriso di una stella alpina, nel canto degli uccelli innamorati.

La montagna è Grande Madre per chi la ama, nelle sue braccia accoglie e protegge e, quando sarà il momento, ancora donerà ristoro al poeta e lo trasformerà in erba e fiori carezzati dai cervi in amore. La grandezza del componimento si amplifica nel verso finale, epifania di un animo nobile e gentile, in quella «umil pésta» Pattini rivela il suo spirito umile ma capace di contemplare l’infinito e i cieli alti della conoscenza.Diploma concorso internazionale Pattini

Con questo componimento Alberto Pattini si aggiudica anche il premio “Emozioni di Irpinia” offerto da Irpinia Turismo di Agostino Della Gatta.

La Giuria, all’unanimità, considerato il lavoro di promozione del territorio e l’amore per l’Irpinia dimostrato da Della Gatta , ha dimostrato che il premio da lui offerto vada alla poesia che meglio esprime l’amore per il territorio.

Nei versi di Pattini, l’amore per il territorio diventa estremo, sublime, fino a trasformare il poeta stesso in erba e fiori.

Franca Molinaro, presidente La Grande Madre”

LA POESIA

Alberto Pattini
Mòrir lassù: testamént montanaro

Voria mòrir lassù e viver l’eternità
tra le zime e i pascoi ‘n fior,
endóve che tut l’è amor e emozion,
endóve le enquietùdini se calma,
endóve regna la meditazión del silenzio.

Voria esser ogni sera
carezzà dal vènt del nord,
basà al scur dala pólver dele stéle.
abrazzà dala bruma con i me laori umidi.

Voria mòrir lassù
endóve ciama l’amor
che l’è ‘ntéle robe picenìne,
‘ntél rìder de ‘na stéla alpina
‘ndove le emozion davèrze la mént
e le scalda l’anima.

Voria mòrir lassù ‘ndove che le canzon d’amor
le è ‘ntéi echi del vent,
‘ntéla musica dei osèi ennamorai,
endóve i fiori zuga a conquistar,
endóve con le ale dele pavèle
mi podo ancor volar
‘ntrà le ombrie dele nugole.

Voria mòrir lassù soto le querte
dele stéle del ziel,
endóve ogni matina vegnirò
carézzà dai cervi ‘n amor
quando sarò fiori e erba,
endóve spunterà l’asfodèlo del poeta
come ‘na memoria perpètua
de ‘na pésta ùmil.

Traduzione in italiano
Morire lassù: testamento montanaro

Vorrei morire lassù
e vivere l’eternità
tra le guglie e pascoli in fiore,
dove tutto è amore ed emozione,
dove le inquietudini si placano,
dove regna la meditazione del silenzio.

Vorrei essere ogni sera
accarezzato dal vento del nord,
baciato nell’oscurità
dalla polvere di stelle,
abbracciato dalla rugiada
inumidendo le mie labbra.
Vorrei morire lassù
dove il richiamo d’amore
sta nelle piccole cose,
nel sorriso di una stella alpina
dove le emozioni aprono la mente
e riscaldano l’anima.

Vorrei morire lassù
dove le melodie d’amore
sono negli echi del vento,
nelle sinfonie degli uccelli innamorati,
dove i fiori giocano a sedurre,
dove con le ali delle farfalle
posso ancora volare
nelle ombre delle nuvole.

Vorrei morire lassù
dove coperto dalle trapunte
stellate del cielo,
ogni mattina verrò
accarezzato dai cervi in amore
quando sarò fiori ed erba,
dove spunterà l’asfodelo del poeta
come perenne memoria di un’umile impronta


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136