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E’ pronta l’antologia di Pattini “Il lago nel cuore, Calceranica poesia”

lunedì, 12 settembre 2016

Calceranica – E’ arrivata l’antologia “Il lago nel cuore, Calceranica poesia”, ed è stata recensita da Franca Molinaro, giornalista a Benevento.  ”Anche la pioggia ha sue parole / in questa sera lucida di grigi”, sono i primi versi della poesia di Laura Moser di Trento, vincitrice del Concorso Nazionale di poesia “Il lago nel cuore” ideato e curato da Alberto Pattini. Un evento che ha caratterizzato l’estate nella località trentina.

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Da poco è arriva l’antologia di Franca Molinaro. Ecco l’introduzione di Gero La Vecchia: “Il testo ben curato da Alberto Pattini è ricco di poesia vera, versi scritti, sembra, con inchiostro terroso o linfa di bosco,  perché l’uomo è fatto di territorio, di terra. Com’è vero questo! Mai in un’antologia tutti i poeti hanno siffatto afflato sul binomio poesia-territorio. Ed è il lago la musa ispiratrice come già in passato lo è stato per tanti poeti degni di alloro, citati da Pattini nella sua escursione storica che introduce il testo.

C’è una grande assortimento di poesia, per ogni gusto, ermetica, narrativa, epigrafica come quella di Vincenzo Bolia, qui si condensa un lirismo pittorico e coraggioso nell’utilizzo del dialetto complicatissimo della Liguria: E a man a man / quande a se smorta a neute / e a se descia l’anima / fassciau de sulitudine / pensieru? U spunta. E poi una poesia epica, Mirella Merino col suo dialetto della Valle del Sele (AV), immagina un’Atlantide sommersa nel lago dove “lu ver amor nu tene bisogn re te cambià”. Maria Teresa Venturi (VR) nella cornice del suo cuore condensa l’immagine del lago in brevi versi “L’è un leto griso / el lago, speio del ciel…/ ‘na bala ciara / coerse i me pensieri: / l’è el sol che se sconde / e fa caolea”. Con dolcezza struggente, recupera momenti passati Flavio Conci (TN) e i suoi pescatori di frodo che nascondevano le reti sotto il fieno, all’alba quando rientravano con qualche pesce da cucinare il giorno stesso, perché non v’era altro. Poi son cambiati i tempi, ora è luogo turistico ma nel cuore del poeta il lago è un monumento alla povera gente “custode de ‘na storia che no ghe più”. Pescatori moderni son quelli di Claudio Valcanover (TN) che hanno salame da mangiare se proprio non c’è pescato “…meio nar a cà a magnar salam / provam domani, che l’è bel temp tederai, empienin el zestel”. Il lago diventa occasione di pace per la veronese Nerina Poggese “Mì che con passi de prè e folende / vo’ a stanar pensieri lideri / e che me sbogolo su celi de verdo / e stele giale a l’ombria / de siresari vestii da spose / che sventola saludi de foie / me resedo i oci e la mente / postando ocè su la pel del lago.” Da Vicenza Ines Scarparolo si crogiola al sole e aspetta “che ste giosse / de Imenso / me neta / cavando la grosta / pì dura dal cor”. Si distinguono i Napoletani con i loro versi rimati, ed ecco che Peppe Cassese (NA) canta il suo lago, quello famosissimo dell’Averno che “te porta ‘mparaviso o int’o sprufunno / e basta ‘na moneta o ‘na preghiera/ e t’addeventa sciorta a primmavera”. Grazia Binelli (TN) con poche parole stringate riassume il dolore della partenza e il valore del ricordo della sua terra, chiuso in valigia “E quan ca li umbrii/ li sarà masa longhi e scori / daverzarò la valis…/ e nu ‘l sarà pu not.” Paolo Dal Ben (VI), intesse un canto d’amore alla sua donna coinvolgendo il creato e la luna che increspa onde sul lago, ma no, sono i suoi pensieri a muovere le acque “No xe ‘l venteseo / che ingrespa / stanotte / onde de luna sol lago / ma i me pensieri / che intona / so a barca che se cuna / al’ormejo / el me canto de amore par ti…” Fabio Rosa da Santiago del Cile racconta di una visita al lago con la persona amata e il lor parlar che non ha più parole ma “ e nancia òs che ses perdia ‘ntel vent”. Annalisa Pasquetto Brugin (VE) si domanda perché “no sento più ‘sta armonie che me faseva svolar”. E poi la lode incredibile che giunge dall’altra parte dello stivale, commovente canto d’amore di un isolano, Biagio Fichera, capace di amare le Alpi così come ama la sua Sicilia. Interessante la poesia acrostico di Rosario Maglio, anch’essa nasconde una dichiarazione d’amore: “Ti amo lago ti amo”. Tante altre bellissime poesie, diverse nei tanti dialetti italiani sono inserite nell’antologia e non ho possibilità di citarle tutte, oltre duecento i poeti antologizzati, soprattutto in lingua. Il tema scorre agevolmente tra le acque del lago, dalle ninfe di Antonella La Frazia (BN), agli squarci di natura di Maria Rosa Oneto (GE), con la magia di Maria Pia Prati (BZ) che scopre la vita nel fascino dell’acqua, con i ricordi di Augusto Finessi (FE) acquerelli puliti sotto lo specchio sereno del cielo. Si riconosce la poesia ispirata dal lago, si avverte la sua presenza effettiva, vissuta, respirata negli spruzzi delle onde, compenetrata nelle luci e nelle ombre che le acque riflettono; qui riconosco il fallimento dei miei versi, validi per altro, nella loro riferimenti etnobotanici, ma non per cantare una bellezza che crea immediato il verso, lo sollecita sotto la pelle per parlare attraverso la penna del poeta e regalarlo al mondo intero”.

E’ possibile ritirare gratuitamente l’Antologia presso la Biblioteca comunale di Calceranica (tel. 0461 723148) o l’ufficio turistico di Valsugana Lagorai (tel: 0461 727745) in piazza Municipio a Calceranica al lago

 


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