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Donne di Fede per la Pace, domani a Venezia il progetto trentino riceverà il “Leone d’oro per la Pace”

venerdì, 29 settembre 2017

Venezia - ”Donne di Fede per la Pace”, a Venezia il progetto nato in Trentino riceverà domani l’importante riconoscimento. Arriva da Venezia un riconoscimento importante ad un progetto di pace nato in Trentino, nel 2009, nell’ambito di Officina Medio Oriente, ma di respiro internazionale: stiamo parlando di “Women of Faith for Peace”, ovvero “Donne di fede per la Pace”, un gruppo di donne, leader nelle varie comunità religiose in diverse zone in conflitto e in situazioni difficili, creato grazie all’impegno di Lia Giovanazzi Beltrami, a suo tempo assessore provinciale alla solidarietà internazionale ma anche regista e scrittrice. Quell’esperienza, sostenuta dalla Provincia autonoma di Trento, che prosegue anche oggi e anzi continua ad allargarsi, riceverà domani – sabato 30 settembre alle 16 – a Venezia il Leone d’Oro per la Pace, premio istituito per la prima volta quest’anno nell’ambito del Leone d’Oro, il più prestigioso e storico dei riconoscimenti italiani all’arte e alla cultura (noto soprattutto per il suo legame con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia). La consegna ufficiale del premio, voluto dal patron del Leone d’Oro, Sileno Candelaresi, e supportato dalla Fondazione Foedus, avverrà durante il Gran Galà del Leone.

Le Donne di Fede per la Pace incontreranno i giovani trentini dal 15 al 19 ottobre 2017. Un incontro pubblico presso l’aula magna del Seminario Maggiore di Trento è previsto per martedì 17 alle 17.30.

Verrà consegnato per la prima volta nella storia il Premio Leone d’oro Per la Pace, domani alle 16 presso il centro congressi della Caserma Cornoldi di Venezia. Il Leone d’oro per la Pace 2017 verrà consegnato dal presidente della Fondazione Foedus, Mario Baccini, a Lia Beltrami rappresentante delle Donne di fede per la pace: un gruppo di donne, leader in cinque comunità religiose della Terra Santa, si sono incontrate più volte a Gerusalemme e a Trento a partire dal 2009, per rompere i muri del pregiudizio e per trovare nuovi modi di costruire un vero dialogo nella vita quotidiana, in zone in conflitto così come in Paesi che vivono situazioni di tensione. Negli anni il gruppo si è aperto ai cinque continenti diffondendo un’esperienza straordinaria. L’obiettivo è quello di creare gruppi aperti di donne, leader nelle varie comunità religiose delle zone in conflitto e in situazioni difficili, per avviare una strada di dialogo a partire dalla maternità e dalla formazione nelle famiglie e nelle comunità stesse. Le Donne di Fede per la Pace si propongono inoltre di trasmettere alle giovani e ai giovani una cultura del dialogo e della pacifica convivenza, ispirandoli ad azioni concrete.

“Il significato di questo premio – spiega Mario Baccini presidente di Foedus – è quello di vole tenere sempre viva l’attenzione sul messaggio che siamo in grado di trasferire attraverso l’arte e la cultura: quello della fratellanza tra in popoli in un momento storico difficile. Questo prestigioso riconoscimento viene attribuito per la prima volta nella storia come simbolo della Pace e abbiamo scelto che a rappresentarlo nel mondo siano la dottoressa Beltrami e le donne di fede per la pace, un esempio di come le migliori intelligenze e sensibilità superino le differenze culturali, religiose e sociali a vantaggio dell’umanità. La Foedus inoltre si occupa di promuovere il meglio dell’italianità nel mondo e siamo orgogliosi che questa iniziativa abbia preso vita nel nostro Paese”.

“Con questo premio – ha sottolineato Sileno Candelaresi, presidente del Leone d’oro e proprietario dello storico marchio – vogliamo ribadire quanto sia importante per noi che un simbolo storico dell’Italia possa diventare il vessillo di un valore universale. Venezia e il Suo Leone sono da sempre un riconoscimento attribuito a chi si è prodigato nel meglio delle sue capacità per esprimere un’idea. Con il leone d’oro per la Pace 2017 rinnoviamo questa possibilità di incontro”.“Ricevere questo riconoscimento – aggiunge Lia Beltrami- è sicuramente un onore per noi e per il lavoro del nostro gruppo. Oggi però si rinnova con esso anche la responsabilità che abbiamo di creare un’unione sempre più salda nei principi che ci hanno ispirato e nella volontà ampliare la nostra opera nel mondo”.

La storia del Leone D’oro

Il Leone d’Oro, è il primo premio cinematografico assegnato nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la rassegna nata nel 1932. Precedentemente, fino al 1942, il massimo riconoscimento era la Coppa Mussolini che veniva assegnata doppiamente sia per il miglior film italiano che per il miglior film straniero.

Il prestigioso riconoscimento è noto come Gran Premio Internazionale di Venezia dal 1947 al 1948 e come Leone di San Marco fino al 1953. Nel 1954, diventa Leone d’Oro riassumendo in un aggettivo lo spessore del suo quid e l’intento di promuovere la continua e armoniosa espressione di tutte le arti. Dal 2006 il Gran Premio Internazionale di Venezia è promosso dal Gruppo Editoriale Armando Curcio Editore spa, Venice in the world srl,C Holding srls, Leone di San Marco srls. Il Comitato di Presidenza del Gran Premio Internazionale di Venezia è presieduto dal dottor Sileno Candelaresi, che nelle passate edizioni ha dimostrato una notevole cura nella promozione di questo importantissimo riconoscimento aumentandone di volta in volta il prestigio grazie ad un’attenta organizzazione ed una selezione di notevole livello delle personalità che hanno accolto il premio. Da notare infatti che il dottor Candelaresi è titolare dei marchi legati al Leon D’oro da più di dieci anni: dal Gran Premio Internazionale di Venezia, al Leoned’oro, al Leone di San Marco, al Leone d’oro alla Carriera fino a ritroso ad arrivare alla Coppa Mussolini, alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia al Leone d’argento, all’ Accademia del Leone d’oro e oggi al Leone d’oro per la pace.

Nell’ultimo decennio, per essere precisi, dal 2007 è stato istituito il Leone d’Oro alla Carriera dedicato all’editoria, musica, danza, sport,

comunicazione, fiction tv, programmi tv, miglior sceneggiatura cinematografica, produttori televisivi e cinematografici. Dal 2008 è stato istituito il ‘Leone d’Oro per l’Imprenditoria’. Dal 2009 per la sezione giovani è stata istituita “l’Accademia del Leoned’Oro” per le sezioni: canto – ballo – recitazione – cortometraggi I giovani vincitori di ogni sezione ricevono, invece, il LEONE D’ARGENTO, prestigioso Gran Premio Internazionale di Venezia a livello Mondiale.

Da quest’anno, con l’istituzione del Leone d’oro per la Pace, è stato chiesto alla Fondazione Foedus, presieduta dal senatore Mario Baccini, di sostenere la selezione per attribuire questo prestigiosissimo premio. Lo stesso presidente Foedus è stato insignito del titolo di presidente onorario del Leon d’Oro per la Pace.

STORIA DEL GRUPPO Le Donne di fede per la Pace

Women of Faith for Peace “Donne di fede per la Pace” nasce nel 2009, grazie all’impegno di Lia Beltrami Giovanazzi, regista manager e scrittrice, da sempre impegnata nel dialogo interreligioso e nel cammino di riconciliazione.

“L’idea mi è venuta nell’ambito di una manifestazione che avevo promosso allora, ‘Officina Medioriente’, ed è stata subito raccolta da Hedva Goldschmidt, distributrice cinematografica ebrea ortodossa di Gerusalemme. Una sorella che ha subito coinvolto le altre straordinarie donne: Adina Bar Shalom, Nuha Farran, Faten Zenati e diverse altre. Con noi fin dall’inizio è venuta anche S. Ecc. Anita Evelyn Stokes Heyford, allora ambasciatrice del Ghana in Italia e presidente del World Food Program delle Nazioni Unite. All’inizio avevano paura, poi la paura si è trasformata in conoscenza, e poi in forte amicizia.”

Dopo un anno di preparazione a Gerusalemme, in un clima di grande conflitto, il primo incontro si è tenuto a Trento dal 16 al 21 marzo del 2010, una primavera di speranza, durante l’incontro di Officina Medio Oriente. Oltre alle donne, erano presenti artisti di fama internazionale come Idan Raichel, e uomini di pace come lo Sheik Bukhari e padre Paolo Dall’Oglio.
Alcuni mesi dopo, nel novembre 2010 una delegazione italiana si è recata a Gerusalemme, visitando l’università per Haredi fondata da Adina Bar Shalom, e i progetti avviati con le donne beduine.

Il lavoro è andato avanti e dal 15 al 20 maggio 2012 un’altra settimana a Trento ha portato nuovi stimoli. Faten, leader musulmana, ha dichiarato a un giornale: “All’inizio eravamo nemiche, lei (una donna ebrea ortodossa) era lì come nemica, ebrea ortodossa, colona. L’ultima notte abbiamo scelto di condividere la camera, per stare più vicine, ebrea e mussulmana, per diventare sorelle”.

Al ritorno nelle proprie comunità, inizia a cambiare qualcosa, si avviano nuovi progetti concreti:

- un gruppo di donne ultra ortodosse Haredi partecipa a un corso di soluzione conflitti e si incontra con le donne palestinesi;

- a Lod, la rappresentate musulmana e quella ebrea ortodossa danno vita a un centro sociale multietnico, tuttora perfettamente funzionante;

- la donna drusa dà vita al primo museo e centro per l’identità drusa nello spirito del dialogo;

- partono nuovi progetti di cooperative per le donne beduine.

Nel novembre 2012 le donne, alla presenza di una delegazione italiana, incontrano il sindaco di Gerusalemme.

Il 31 marzo 2014, il primo incontro pubblico a Gerusalemme, presso The Jerusalem Cinemateque. L’iniziativa è stata un momento importante per presentare il percorso che questo gruppo di donne coraggiose e impegnate nella loro comunità sta svolgendo e per pensare assieme a nuove strade da percorrere verso orizzonti di pace. In quell’occasione è stato realizzato un film documentario “Jerusalem: dreams and reality”, che è stato selezionato in numerosi festival in diverse parti del mondo. All’incontro era presente la giornalista Maria Cecilia Sangiorgi e l’Ambasciatore italiano in Israele, Francesco Maria Talò, che ha introdotto la giornata.

Sempre nel 2014 il progetto è stato presentato al World Food Program e la presidente, l’ambasciatrice Evelyn Stokes Hayford ne è diventato madrina. Nel frattempo di inizia ad allargare l’esperienza, motivando donne in altre parti del mondo e Lia Beltrami si reca più volte in Kossovo per promuovere l’iniziativa con le donne leader delle cinque minoranze e cerca di far nascere dei gruppi in Colombia, in Africa e in Siria.

8-15 ottobre 2015: nuova settimana intensa per il gruppo di donne in Italia, con l’adesione di nuove giovani dall’Africa e dall’America Latina. Incontri pubblici si tengono a Bolzano, a Trento e a Roma con un seminario a cura della LUISS.

Sempre alla LUISS a Roma si tiene il convegno e incontro con gli studenti, il 14 aprile 2016, “Women of Faith for an Inclusive World”.

Nel dicembre 2016 Lia realizza per la Santa Sede, Pontificio Consiglio Cor Unum, il cortometraggio Prayer, con alcune delle donne del gruppo a Betlemme e Gerusalemme. Il cortometraggio viene selezionato in diversi festival nel mondo, per portare un messaggio di speranza attraverso l’arte.

14 giugno 2017 il gruppo iniziale, con nuove esponenti africane ed europee, è stato invitato per una conferenza in Irlanda, a Dublino, dal titolo “Empowered Women – Empower Women” e un incontro presso l’università DCU Centre for Interreligious Dialogue.


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