QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Aprica: successo della mostra sulla storia dello sci “Scarpù Uècc”. FOTO

martedì, 26 gennaio 2016

Aprica – Prosegue con successo la mostra sulla storia dello sci ad Aprica. Si chiama Scarpù Uècc l’apprezzata esposizione in progress ideata da cinque appassionati ski-attori. Come tutte le attività sociali ed economiche che hanno raggiunto la maturità, l’industria del turismo invernale sente il bisogno, oltre che di immaginare il possibile futuro, di guardarsi indietro e ricordare il cammino ormai ultra-secolare compiuto.

Mostra Aprica 2

Aprica è una delle primissime stazioni sciistiche dell’arco alpino a rendere fruibili al pubblico i frutti di una tale ricerca storiografica. Non senza il comprensibile compiacimento di essere stati protagonisti non secondari di tale storia e anche con una punta di nostalgia. Aprica – non si può dimenticare – è stata la prima stazione lombarda ad ospitare la Coppa del mondo alla fine degli anni ’70.

Elio Negri (proprietario dei materiali), Angelo Negri, Nino D’Amico, Piero Moncecchi e Mauro Ciceri – questo il sodalizio informale che potremmo definire degli ski-attori – ognuno con diverse competenze e quindi diversi compiti, si sono dati da fare dalla fine del secolo scorso per la raccolta e la classificazione della copiosa mole di materiali ora disponibili. L’interessantissima esposizione ha, soprattutto, trovato da quest’inverno una sistemazione logistica adeguata e comoda ai piedi di Magnolta e Palabione, resa disponibile per l’intervento del Comune.

Elio Negri racconta: “Durante le recenti feste natalizie abbiamo riscontrato un grande afflusso, che non ci aspettavamo, fatto di cui siamo estremamente orgogliosi e che ci sprona a continuare e a migliorare”.

Nelle parole di Negri, così come in quelle degli altri non proprio giovanissimi iniziatori, si coglie l’entusiasmo di una sorta di stato nascente, ossia di una condizione propria delle iniziative al loro stadio di crescita. Uno stadio che continuerà e che si spera possa culminare nella realizzazione di un vero e proprio Museo dello Sci, con tutti i crismi anche culturali, organizzativi e logistici dell’encomiabile iniziativa, cose che al momento sono ancora in nuce.Mostra Aprica 1

Intanto, i cinque si godono l’apprezzamento unanime che raccolgono da parte di turisti ed esperti e vedono salire il numero di richieste di trasferte della mostra, che ha già varcato i confini provinciali, arrivando in Valcamonica, a Delebio e a Monza.

L’esposizione è suddivisa nelle seguenti sezioni cronologiche:

SCI
1900/1930. Primi sci: solo legno, senza lamine. Attacchi: ganascia in ferro, cordine in cuoio o mollettoni.
1940/1950. Sci in legno: prime scritte case costruttrici, prime lamine con viti. Attacchi: ganascia o cordina metallica, chiusura anteriore.
1960. Sci in legno plastificati sopra e sotto. Attacchi a formaggino con cordina, primi attacchi a chiusura posteriore.
1970. Primi sci in metallo e plastica, prime lamine senza viti, prime solette bianche o nere in Cofix. Attacchi in metallo a chiusura posteriore con cinturino di sicurezza in cuoio.
1980. Sci in metallo e plastica, solette in grafite. Primi attacchi in metallo e plastica con primo ski stopper.
1990. Primi sci in monoscocca lievemente sciancrati. Attacchi in metallo e plastica, prime piastre (o spessori).
2000. Carving più corto e più sciancrato: rivoluzione dello sci. Attacchi piastrati e più sicuri.

SCARPONI
1900/1940: in cuoio con lacci.Mostra Aprica scarponi
1940/1950: in cuoio con primi ganci.
1960/1970: primi in plastica.
1980: con gancio posteriore.
A seguire: quattro ganci in plastica.

Tra le centinaia di pezzi che i cinque amici hanno raccolto, custodiscono e sono ben lieti di illustrare nei particolari ai visitatori, ve ne sono alcuni rari o di notevole interesse, anche locale. Tra i primi, almeno il pezzo unico di sci ripiegabile da zaino datato fine 1800, lo sci senza puntale Altenhofer, un paio di sci marcati Sertorelli con i cinque cerchi olimpici, quelli marcati Ferrari e Lamborghini, gli sci dei ragazzi creati da Rolly Marchi, lo scarpone-sci, il completo sci-scarponi fatto con doghe di botti, l’attacco con aggancio automatico, gli sci donati dall’ex preparatore (aprichese) della valanga azzurra Luciano Panatti, ecc.

Tra i secondi, un paio di sci freestyle donati da Piero Troncatti, quelli da discesa libera anni ’30 donati da Martino Martinotta (di Moro), quelli anni ’50 appartenuti a Don Augusto Azzalini, quelli di Claudio Clio Plona per il suo km lanciato a 178,80 orari, quelli di salto di Aldo Negri e del figlio Claudio apripista ai Campionati nazionali di DL del 1973 disputati all’Aprica, un paio di quelli portati dal Gruppo Alpini alle sfilate nazionali, quelli dei Valligiani di fondo e della Marcialonga appartenuti a Guido Carozzi, Arnaldo Negri, Nino Plona, Dino e Gianfranco Corvi (la squadra di fondo al completo comprendeva anche Giulio Moraschini, Alessandro Negri, Gianfranbco Carozzi, Giancarlo e Massimo Corvi). Ma ne dimentichiamo senz’altro più d’uno.

Alle pareti anche alcune foto, articoli di giornale e manifesti della Coppa Europa 1975 ad Aprica, disegnati da Amadio Bianchi, e dei Mondiali in Valtellina 1985. Oltre alla frase che Elio indica come ispiratrice della filosofia del gruppo: “L’orgoglio dei nostri padri non può morire assieme a loro. Perseguendo valori e tradizioni cui loro credevano daremo testimonianza che anche noi crediamo in loro”.

Scarpù Uècc – Mostra storica dello sci e suoi dintorni
Aprica, Corso Roma 22
Contatti e visite gruppi: Elio Negri, cell. 320-4925609
Aperture – Ore 16/18 di: sabato e domenica fino al 25 aprile, tutti i giorni dal 7 al 14 febbraio e dal 24 al 28 marzo; da definire per la stagione estiva.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136