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Virgo Fidelis, gesto di generosità dei carabinieri di Trento e donazione del sangue

lunedì, 21 novembre 2016

Trento – Nella giornata dedicata alla Virgo Fidelis, protettrice dei carabinieri, un gesto di grande generosità da parte dei carabinieri verso chi ha bisogno di conforto. Grazie alla disponibilità del Servizio Immunoematologia e Trasfusionale dell’APSS, i carabinieri del trentino si sono recati presso la Banca del Sangue di Trento ed hanno effettuato una donazione sangue a favore della comunità trentina.

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Semplice gesto di altruismo e solidarietà, in questo giorno pieno di significati per i carabinieri, reso possibile alla disponibilità del dottor  Attilio Cristalli e dei suoi collaboratori che oggi sino visti invasi da più di una decina di carabinieri. Una felice invasione infatti la banda rossa, simbolo distintivo del carabinieri, ben s’intonava con la donazione del Sangue, simboleggiando il sangue che scorre nelle sacche.

VIRGO FIDELIS

Nel pomeriggio la celebrazione della “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma dei Carabinieri, la commemorazione del 75esimo anniversario della “Battaglia di Culqualber” e della “Giornata dell’Orfano”. La scelta della “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è ispirata alla fedeltà, propria di ogni militare che serve la Patria e le comunità ove presta servizio, caratteristica peculiare dell’Arma dei Carabinieri, alla quale è stato indelebilmente associato il motto: “Nei Secoli Fedele”.

Le celebrazioni hanno avuto inizio in Trento, alle 17.30 presso la Chiesa dello “Sposalizio di Maria Vergine” con la Santa Messa Solenne officiata da Sua eccellenza, Arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi , alla presenza delle più alte Autorità Provinciali, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma, dei Carabinieri in servizio ed in congedo, alla presenza tra l’altro, del Comandante della Legione Carabinivirgo-fidelis-trento-2eri trentino Alto Adige, Generale Massimo Mennitti.

Nell’Arma, il culto della “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale. Sua Santità Pio XII, l’11 novembre 1949, in Castel Gandolfo, promulgò la “bolla” con cui concesse ai Carabinieri la loro Santa Protettrice “., e con la facoltà” come testualmente recita il Breve Apostolico “di celebrare la festa della stessa, tutti gli anni nelle caserme dei detti soldati, nel giorno ventuno del mese di novembre, …, in pio e santo ricordo, sia della suprema consacrazione della Vergine Maria a Dio, sia di quel Battaglione di Carabinieri, che, divampando anche in Africa Orientale l’ultima guerra, fece tutto intero, nel predetto giorno, il supremo sacrificio della vita nella località di “Culquaber”.

L’epica battaglia di Culqualber fu combattuta in Africa Orientale dal 1° Battaglione Carabinieri mobilitato, schierato a presidio del caposaldo posto a sbarramento dell’avanzata britannica verso Gondar. In Etiopia, dopo la tragica caduta dell’Ambalagi, difesa strenuamente, dalle valorose truppe nazionali, al comando del Vicerè, Duca Amedeo d’Aosta, rimanevano a salvaguardare l’onore delle armi italiane solo sparute forze del Regio Esercito ed il 1° Battaglione carabinieri mobilitato, al comando del Maggiore M.O.V.M. Alfredo Serranti, arroccati saldamente a Culqualber e sulle circostanti alture.

Due Compagnie Carabinieri e una di fedeli Zaptiè, appoggiate da pochi pezzi d’artiglieria, si strinsero a difesa dei rocciosi costonivirgo-fidelis-trento-20 di Culqualber, resistendo strenuamente, per lunghi mesi, in situazioni logistiche disperate, con contrattacchi effettuati, anche all’arma bianca, contro un nemico superiore di uomini, mezzi corazzati, artiglierie e aviazione, desideroso di porre fine alle campagne d’Etiopia.


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