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Verolanuova, due arresti per spaccio e violenza da parte dei carabinieri

mercoledì, 26 ottobre 2016

Verolanuova – Due le operazioni portate a termine negli ultimi giorni dai carabinieri della Compagnia di Verolanuova: la prima è legata all’arresto di B.A., marocchino, classe 1988, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella circostanza i militari hanno notato un noto assuntore orceano, mentre era nervosamente in attesa nella zona di via Milano e pertanto hanno immediatamente predisposto un servizio di osservazione.

controlli carabinieri Alto Adige

Poco dopo infatti l’assuntore è stato raggiunto da un’utilitaria alla quale lo stesso si è avvicinato per acquistare una dose di cocaina. Il fulmineo intervento da parte degli operanti ha però consentito diaddivenire al sequestro di 6 dosi di cocaina che lo spacciatore aveva ancora fra le mani ed una banconota da 50 euro provento della cessione appena conclusa. La successiva perquisizione posta in essere presso l’abitazione del marocchino residente a Torre Pallavicina (Bergamo) ha consentito di rinvenire materiale atto al confezionamento dello stupefacente nonché la somma di 3mila euro in contanti che sono stati posti sotto sequestro.

Durante la serata, nel corso della redazione degli atti relativi all’arresto, il telefono del marocchino è stato raggiunto da alcune chiamate da parte di un assuntore di stupefacenti alle quali però hanno risposto i carabinieri che hanno invitato il giovane a recarsi in caserma dove ha confermato di aver acquistato cocaina dall’arrestato in diverse occasioni. Il tribunale di Brescia ha convalidato l’arresto condannando il Marocchino ad un anno reclusione pena sospesa ed ha disposto la confisca del denaro in sequestro.

Il secondo blitz a Poncarale (Brescia) dove un giovane richiedeva l’intervento di una pattuglia della compagnia carabinieri di Verolanuova, denunciando di essere stato percosso con violenza da alcuni ragazzi stranieri, mentre si trovava in compagnia di amici lungo la strada che conduce da Manerbio a Bagnolo Mella. Il gruppo di giovani erano di ritorno dal noto locale Il Cilindro, che d’estate organizza le serate presso il complesso ludico in origine occupato dalla discoteca Cupole in via Brescia di Manerbio. Nel corso della violenta aggressione, il ragazzo era stato anche derubato dal proprio smartphone. Le ricerche degli autori consentivano, già nella stessa mattinata, di identificarli in quattro giovani di Bagnolo Mella (Brescia), tutti di origine straniera ed uno dei quali minorenne, deferiti all’Autorità giudiziaria bresciana per rapina e lesioni personali aggravate. Dopo alcuni giorni dal fatto, le ricerche del cellulare sottratto alla vittima permettevano di rintracciarlo in possesso di un 20enne senegalese dimorante a Bagnolo Mella, il quale indicava che proprio il minorenne del gruppo degli aggressori era colui che glielo aveva ceduto. Sulla base di tali evidenze che ne mettevano in luce la particolare propensione a delinquere, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Brescia richiedeva al Giudice per le indagini preliminari un provvedimento di custodia cautelare, che veniva eseguito il 21 ottobre scorso da personale del Nucleo Operativo e Radiomobile, con il collocamento coattivo del giovane presso l’abitazione dei genitori nel regime della permanenza in casa, misura restrittiva che corrisponde, sostanzialmente, ad una procedura simile agli arresti domiciliari per indagati minorenni.


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