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Valle Camonica, permessi irregolari, la polizia smantella una gang

mercoledì, 25 settembre 2013

Brescia –  Permessi  irregolari e false certificazioni. Una banda  organizzata nel procurare documenti agli immigrati, che agiva anche nel Bresciano e in Valle Camonica, è stata smantellata dalla squadra mobile di Verona che ha eseguito arresti tra Lombardia e Veneto a conclusione di un’inchiesta sulla permanenza irregolare in Italia di immigrati attraverso il rilascio di permessi illegali.

IL CLAN polizia_4_7

A capo dell’organizzazione prestanome di cooperative inesistenti che, dietro il compenso di una cifra tra i 400 e i 7 mila euro, garantivano agli immigrati un permesso di soggiorno per lavoro, contando anche su aziende compiacenti, predisponendo i documenti necessari tra cui buste paga fasulle. L’organizzazione, formata anche da indiani, pakistani, tunisini e cingalesi che offrivano i “servizi” a propri connazionali, agiva da alcuni anni.  Centinaia i permessi ottenuti irregolarmente anche attraverso matrimoni combinati tra italiane, spesso in condizioni di difficoltà, con gli extracomunitari.

LA STRATEGIA

Centinaia di migranti provenienti da tutto il nord Italia con permessi di soggiorno acquisiti con una documentazione fasulla. Un giro d’affari, per il gruppo d’indagati fino a centomila euro al mese con pratiche fasulle che costavano dai 400 fino ai settemila euro. Stranieri provenienti anche dall’Austria e Francia per strappare l’agognato documento che li autorizzava a restare nei paesi Schengen e, perfino, un matrimonio combinato per acquisire il diritto a vivere in Italia. È il quadro disegnato dagli investigatori della Squadra mobile di Verona, coordinati dal dirigente Roberto Della Rocca: un’organizzazione dai grandi numeri capace di strappare centinaia di permessi di soggiorno sulla base di una documentazione fasulla con false residenze, contratti di lavoro e buste paghe. Ieri sono finite in manette 6 persone: tra loro anche un bresciano, residente a Verona, Renato Baggio, 69enne, ora agli arresti domiciliari. Gli altri sono Mukthar Chohan Qaisar, 44 anni (ai domiciliari) e Ben Ammar Khaled, 44 anni, responsabile della Rete sociale per la casa con ufficio in via XX Settembre, considerati dall’accusa i responsabili del giro. In manette sono finiti anche Michele Metti, 44 anni e Giorgio Bodini, 56 anni. Infine Giacomo Oliverio, 29 anni.  Tutti sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al falso in atto pubblico, relativo all’enorme quantità di documentazione fasulla creata ad hoc per regolarizzare gli stranieri.


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