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Valle Camonica, i dettagli del maxi-blitz ‘Reticolo’ dei carabinieri: sequestrate anche armi da fuoco

mercoledì, 7 novembre 2018

Darfo - I Carabinieri dei Comandi Provinciali di Brescia e Bergamo, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Brescia, hanno dato esecuzione a 22 decreti di arresto ritardato, emessi nei confronti di 7 soggetti (4 italiani e 3 albanesi) responsabili dei reati di traffico, produzione e spaccio di droga(video sotto).

L’operazione ha consentito di disarticolare e assicurare alla giustizia i componenti di un sodalizio criminale, ben organizzato e strutturato, dedito al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, che dalla bergamasca e dalle province di Parma e Brescia venivano veicolati in Valle Camonica, per poi alimentare le locali piazze di spaccio.

VIDEO

L’INDAGINE

L’indagine, denominata “Reticolo” e durata circa nove mesi, ha consentito complessivamente di:

  • arrestare in flagranza di reato 30 soggetti.
  • sottoporre a sequestro penale 60 kg di Marijuana, 51,2 kg di hashish, 12,5 kg di Eroina, 2 kg di Cocaina, 337 grammi di oppio, 14 fiale di morfina, 200 mg di MDMA e 3 pistole.

L’attività di contrasto prende avvio dal sequestro di 50 kg di hashish che erano stati recuperati dai militari a Darfo Boario Terme (Brescia) nella notte del 12 novembre 2017; in quella circostanza i Carabinieri, durante un servizio perlustrativo, avevano arrestato in flagranza di reato due italiani del luogo, che stavano spostando il carico di droga all’interno di una cantina.

Le illecite – ma redditizie attività di spaccio – hanno visto quali principali artefici i componenti di una famiglia di origine albanese, tutti residenti a Sale Marasino (Brescia), ben inseriti nel tessuto sociale ed economico della bassa bresciana.

Gli arresti ritardati emessi dalla Procura della Repubblica di Brescia rappresentano l’epilogo del blitz che era stato eseguito dai Carabinieri di Breno e Clusone nella notte del 13 ottobre u.s.; in quella circostanza erano stati tratti in arresto 9 soggetti ed era stata individuata a Osio Sotto (Bergamo) una vera e propria “raffineria” utilizzata per la lavorazione di eroina e morfina.

I 22 decreti di arresto sono stati emessi a carico di un 48enne di Artogne e un 37enne di Esine, oltre a un albanese 44 enne di Sale Marasino, che erano già ristretti presso la Casa Circondariale di Brescia a seguito dell’arresto del 13 ottobre, di un secondo albanese 37enne di Sale Marasino (Brescia), oltre a un 71enne di Pisogne (Brescia), un 36enne di Ranzanico (Brescia) e un 31enne albanese residente a Langhirano (Parma).

L’indagine “Reticolo” ha portato all’arresto del 43enne Gezim Sallaku, dei suoi fratelli Gazmir, Isuf e Taulant, ma anche di Alessandro Giorgi, 71enne pensionato di Pisogne, autista di ambulanze; di Stefano Martinelli, 36enne operaio di Ranzanico e di Mirand Shehi, 31enne albanese di Langhirano, nel Parmense. Gli arresti eseguiti lunedì sono giunti al termine di un’attività investigativa iniziata a novembre dello scorso anno e, dopo circa un anno, sono scattate le manette ai polsi di 30 persone. Nella stessa operazione sono stati sequestrati 60 chili di marijuana, di 51,2 chilogrammi di hashish, di 12,5 di eroina, di 2 di cocaina, 337grammi di oppio, di 14 fiale di morfina, di 200 milligrammi di Mdma e anche di tre pistole. Queste armi erano conservate in una valigetta nascosta all’interno di un’intercapedine ricavata tra il muro del garage e quello della lavanderia della lussuosa residenza nella quale Gezim Sallaku vive con i fratelli e con le loro compagne a Sale Marasino. Due delle armi da fuoco illegalmente detenute, una di origine russa e l’altra tedesca, non sono censite nella banca dati, per la terza sono in corso ulteriori verifiche.

I quattro cittadini albanesi rispettivamente di 45, 39, 30 e 37 anni (quest’ultimo già destinatario del provvedimento di arresto ritardato), tutti sprovvisti del porto d’armi o altro titolo equipollente, sono stati tratti in arresto per la detenzione illegale delle tre pistole e su disposizione dell’A.G. sono stati associati al carcere di Brescia.

Le armi sequestrate saranno inviate al R.I.S. per essere sottoposte ad accertamenti balistici e tecnici, finalizzati a verificare l’eventuale utilizzo nella commissione di altri reati.



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