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Valchiavenna, 60enne di Calolziocorte perde la vita per un malore

mercoledì, 23 agosto 2017

Gordona – Era di Calolziocorte e aveva 60 anni l’uomo che ha perso la vita per un malore oggi nella zona di Gordona. Era uscito in cerca di funghi con un amico che, a un certo punto, lo ha visto accasciato a terra e ha quindi chiesto aiuto. La Centrale del 118 ha inviato sul posto una ventina di tecnici della Stazione di Chiavenna del CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), il Sagf – Soccorso alpino Guardia di Finanza e l’elisoccorso. Lo hanno raggiunto in località Muntel, nel bosco, a circa 800 metri di quota. Il medico ha constatato il decesso. L’uomo è stato recuperato per un centinaio di metri con la barella dalle squadre territoriali e poi riportato a valle.

ALTRI INTERVENTI

Ha raggiunto a piedi il rifugio Savogno, a circa 950 metri di quota, dopo una camminata di circa mezz’ora ma probabilmente si è affaticato un po’ troppo, era spossato e allora ha preferito non rischiare e chiedere aiuto. Un signore milanese di 90 anni è stato raggiunto oggi pomeriggio dai tecnici della Stazione di Chiavenna del Soccorso alpino lombardo, VII Delegazione. Le squadre hanno raccolto le informazioni e i parametri necessari e hanno comunicato i dati alla Centrale. L’uomo è poi stato portato in ospedale per accertamenti.

Sempre la Stazone di Chiavenna stanotte è stata attivata per due allertamenti, entrambi nella zona della Valle dei Ratti. Il primo per una donna che non era rientrata da un’escursione; poco tempo dopo la chiamata, è rientrata da sola a casa. Il secondo per due alpinisti, marito e moglie, non tornati nei tempi previsti dalla zona del Sasso Manduino; anche in questo caso si è trattato di un ritardo sul programma, sono stati localizzati e verso le 3:30 sono tornati per conto loro. Quando si va in montagna è sempre consigliato impostare il percorso e calcolare con cura i tempi del rientro, tenendo presenti i fattori che possono causare ritardi. Inoltre, comunicare ai familiari, agli amici o ai conoscenti il tragitto, senza effettuare cambiamenti di percorso, può aiutare molto i soccorritori in caso di necessità.

IN VALBONDIONE…

Tre ragazzi di 9, 12 e 14 anni residenti nel Milanese, in vacanza con le famiglie in un campeggio a Valbondione, si sono avventurati oggi in un bosco poco distante ma poi si sono trovati in difficoltà in una zona impervia. Con il telefonino hanno contattato le famiglie e sono rimasti fermi dove si trovavano. La richiesta d’aiuto è arrivata poco prima delle 18:30. I genitori hanno subito allertato il 118, che ha mandato sul posto i tecnici del Soccorso alpino della VI Delegazione Orobica e i Vigili del fuoco. I soccorritori hanno raggiunto la zona e sono riusciti a stabilire un contatto vocale con i ragazzi, incrodati in un punto abbastanza ripido. Arrivati nel luogo in cui i tre giovani si erano fermati, hanno verificato che stavano bene e li hanno accompagnati fuori dal bosco. L’intervento è terminato verso le 20:00 e le squadre stanno rientrando.

A PIATEDA…

I tecnici della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna sono stati allertati stasera verso le 18:00 per il mancato rientro di un escursionista trentenne di Varese. Dopo avere dormito al rifugio Mambretti, in Val Caronno, stamattina il ragazzo è salito sul Pizzo di Scotes e verso mezzogiorno ha sentito i familiari, avvisando che li avrebbe ricontattati nel pomeriggio. Nonostante avesse con sé un telefono satellitare, le comunicazioni erano impossibili e allora il padre si è allarmato e ha chiesto aiuto. La Centrale ha inviato l’elicottero per una ricognizione dall’alto. La montagna però in quella zona è molto frastagliata, con un ampio anfiteatro e il ragazzo non è stato avvistato. Il mezzo è rientrato in base e ha portato in quota una squadra territoriale di soccorritori del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Nel frattempo, percorrendo uno dei probabili tratti dell’itinerario comunicato, il giovane è stato avvistato, illeso. I tecnici sono scesi con lui fino al rifugio, dove si è fermato, come da programma. Le squadre stanno rientrando. È molto importante programmare bene l’itinerario che si vuole intraprendere e comunicare a qualcuno che si conosce le diverse tappe, per risparmiare tempo utile in fase d’intervento.. Le comunicazioni via telefono in montagna non sono sempre possibili e questo è un fattore rilevante da tenere in considerazione.


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