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Ubriaco su una e-bike a Cles, 60enne di Lavis all’ottava denuncia per guida in stato di ebbrezza

venerdì, 3 maggio 2019

Cles – Correva l’anno 1999 quando, per la prima volta, la sua patente venne ritirata per “guida in stato di ebbrezza”. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quel documento, per la stessa ragione, sarebbe stato ritirato e sospeso per altre sei volte. Fino al 2015, quando di esso venne decretata la revoca.

carabinieri cles1L’uomo, a quanto pare, non si è però “dato per vinto” e così, in altre due occasioni, ha finito per imbattersi in un controllo stradale.

L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa e, come un po’ tutta la storia, ha del paradossale. Si, perché il protagonista della vicenda, un sessantenne di Lavis, questa volta non guida un mezzo a motore ma una moderna e-bike. Gira per le vie di Cles ed ha di nuovo “alzato il gomito”. I suoi riflessi non sono pronti e, in un tratto in leggera discesa, complice forse anche la velocità, perde il controllo della sua due ruote, cade e si ferisce al capo ed al torace.

Sarà una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile a riscontrare nel ciclista, evidenti, i sintomi dell’ubriachezza. Gli accertamenti clinici che i militari richiederanno alla struttura ospedaliera dove l’uomo sarà medicato confermeranno poi quella sensazione stabilendo come, all’atto del ricovero, il livello di alcol nel suo sangue fosse di 1,4 g/l, quindi ben tre volte superiore alla soglia minima tollerata.

L’art. 186 del Codice della Strada, quello che sanziona appunto la guida in stato di ebbrezza, non fa sconti ai ciclisti e così mettersi in sella ad un bici dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo può costare una denuncia all’Autorità Giudiziaria. Proprio quello che è successo al sessantenne, il quale, per l’ottava volta in ventanni, dovrà rispondere della sua irresponsabile condotta davanti a un giudice.



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