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Truffe agli anziani sul Basso Garda, due romene nei guai

martedì, 1 ottobre 2019

Desenzano del Garda – Truffe agli anziani sul Basso Garda, due romene nei guai. Il Commissariato di Desenzano del Garda ha assicurato alla giustizia le responsabili di diversi episodi rientranti nel fenomeno criminoso, noto con il termine “Truffe agli anziani” in quanto commessi approfittando dell’ingenuità e fragilità delle vittime (uomini in età avanzata), verificatisi tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 in alcune località del basso Garda Bresciano.

L’indagine traeva spunto da diverse denunce presentate da ultrasettantenni che segnalavano di essere stati vittime di due donne, dall’accento dell’est Europa, che dopo averli avvicinati per strada con la richiesta di informazioni o di un posto di lavoro, mentre una li distraeva, spesso abbracciandoli, l’altra gli asportava l’orologio che avevano al polso.

Sette sono stati i casi attenzionati da questo Ufficio, di cui sei avvenuti a Desenzano ed uno in località Lonato d/G., nei quali analogo era il “modus operandi” e l’oggetto materiale del reato (orologio da polso di rinomata marca e di rilevante valore) nonché le modalità di approccio alle persone offese con la “tecnica dell’abbraccio”.

Nella maggior parte dei casi la sottrazione avveniva senza violenza ma con la sola destrezza ed abilità delle indagate che abilmente sfilavano alle vittime l’orologio senza che queste se ne accorgessero immediatamente.

In un episodio, avvenuto a Desenzano nel gennaio 2018, per impossessarsi dell’oggetto di valore una delle indagate bloccava il braccio dell’anziano stappandoglielo dal polso e procurandogli ferite giudicate guaribili in cinque giorni.

Gli oggetti asportati avevano un valore commerciale dai 5mila ai 15mila euro. Le investigazioni del Commissariato, svolte attraverso tracciati di varchi stradali, analisi di telecamere di videosorveglianza, individuazioni fotografiche ecc., permettevano di acquisire solidi elementi di responsabilità nei confronti delle due donne rumene che venivano indagate per rapina, lesioni personali e furti aggravati.

Nei confronti di una di esse il GIP del Tribunale Ordinario di Brescia emetteva nell’ottobre 2018 ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere ma nel frattempo la stessa si rendeva irreperibile; la misura veniva eseguita nei giorni scorsi a Bologna  ove la donna veniva reperita.



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