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Trento, senza biglietto su un treno del Brennero: denunciati dagli agenti della Polfer due minorenni

venerdì, 9 settembre 2016

Trento – Viaggiavano senza biglietto sul treno della linea del Brennero, scoperti dagli agenti Polfer. Verso le 15.45 del 7 settembre giungeva presso la Sezione Polizia Ferroviaria di Trento, da parte di un cittadino abitante a Rovereto, la segnalazione che sui respingenti di coda, posti all’esterno del treno EC86 Verona – Monaco (D), in marcia da Rovereto verso Trento, vi erano due persone sedute.

trentino trasporti treni

Si provvedeva ad avvisare immediatamente il macchinista del treno che fermava il convoglio nei pressi dell’abitato di Calliano. Contemporaneamente veniva interrotta la circolazione dei treni sulla linea ferroviaria e una pattuglia della Polizia Ferroviaria si recava sul posto ed apprendeva dal capotreno che due ragazzi, probabilmente nordafricani, poco prima erano scesi dal convoglio e si erano dileguati nelle vicine campagne.

Uno dei ragazzi, corrispondente alla descrizione fornita dai ferrovieri, veniva intercettato da un gruppo di ciclisti nei pressi del ponte che conduce all’abitato di Nomi. Fra di loro vi era un agente del Commissariato di Polizia di Rovereto, libero dal servizio, che si insospettiva per il comportamento agitato del giovane.

L’altro ragazzo, pure notato dai ciclisti, oltrepassava la vicina autostrada e veniva fermato dagli agenti della Polizia Ferroviaria mentre percorreva a piedi la strada provinciale 90 (destra Adige) in direzione nord.

I due giovani avevano deciso di aggrapparsi al treno per eludere i controlli del personale di bordo, in quanto erano sprovvisti di denaro per il pagamento del biglietto ferroviario. Gli stessi, H.I. del 1996 e A.A. del 1997, risultavano uno di origine tunisina ma di nazionalità italiana, l’altro di nazionalità tunisina, irregolare sul territorio nazionale. Quest’ultimo veniva sottoposto a rilievi segnaletici ed invitato a regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale.

Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di interruzione di pubblico servizio, la circolazione ferroviaria subiva ritardi di circa 15 minuti.


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