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Trento: operazioni Alarico e Niedermann della Finanza, 88 arresti e 301 denunciati per contrabbando sigarette

martedì, 27 gennaio 2015

Trento – Contrasto al contrabbando di sigarette, 88 arresti in flagranza e 301 persone denunciate. Il capo era un ex campione ucraino di pallamano. Sei anni di indagini su tutto il territorio nazionale, sfociate nelle operazioni “ALARICO” e “NIEDERMANN” , attraverso le quali la Guardia di Finanza di Trento ha smantellato cinque organizzazioni criminali italiane e straniere, interrelate tra loro nel contrabbando internazionale di sigarette dall’Est Europa e dalla Grecia.

Le Fiamme Gialle Trentine hanno posto fine ad un vasto traffico di 106 tonnellate di sigarette. Circa 530 mila “stecche”, pari ad oltre 5 milioni di pacchetti, del valore al dettaglio di 27 milioni di euro, con un danno all’Erario accertato per quasi 21 milioni di euro, per I.V.A., imposte di consumo e dazi doganali evasi, nonché sanzioni elevate per 2,5 miliardi. Nel corso delle indagini, in flagranza di reato, sono stati effettuati 88 arresti, sequestrati 16,5 tonnellate di sigarette e 60 mezzi di trasGdF Trento - Op.ni Alarico e Niedermann (19)porto, del valore di quasi un milione di euro, oltre ad un magazzino e materiale “di copertura” per alcune centinaia di migliaia di euro.

All’esito delle indagini, sono state denunciate complessivamente 301 persone di nazionalità italiana, greca, tedesca, russa, ucraina, polacca, moldava, kazaka, bulgara, magiara, lettone, lituana, argentina, rumena e slovacca. Tra gli arrestati a suo tempo, capo di una delle consorterie estere, anche un ucraino di 2,20 metri, ex campione di pallamano . Il reato contestato è quello di associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi (art. 291-quater del D.P.R. 43/1973 – T.U.L.D.), aggravata dalla misura transnazionale dei delitti (art. 3 della Legge 146/2006).

L’INCHIESTA
Le investigazioni, avviate nel 2008 con l’operazione Alarico e proseguite, dalla metà del 2010, con l’operazione Niedermann, sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Trento e condotte dagli uomini dell’unità specialistica del G.I.CO . della Guardia di Finanza di Trento in collaborazione con la Polizia Doganale di Dresda e la Direzione Nazionale dell’Intelligence e delle Indagini Doganali di Parigi, grazie ad una costante azione di raccordo e coordinamento internazionale svolta dal II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza.

I proficui scambi di informazioni ed investigativi, sviluppati dall’Organo Centrale del Corpo ed intercorsi con le Autorità polacche, ungheresi e greche, hanno permesso agli investigatori trentini di ricostruire in tutta Europa l’operatività e gli interessi dei diversi gruppi criminali. Con l’ausilio di moderne tecnologie nel campo delle indagini tecniche ed, in particolare, del tracking gps, è stato inoltre effettuato un continuo monitoraggio dei mezzi e delle persone coinvolte in transito lungo le principali vie di comunicazione del nord-est Italia nonché attraverso le aree portuali del versante adriatico.
I carichi di sigarette arrivavano in Italia da Polonia, Ucraina ed Ungheria nonché dalla Grecia, attraverso i valichi del Brennero, San Candido, Tarvisio e Trieste ed i porti di Ancona, Bari e Brindisi, per essere destinati al mercato clandestino nazionale, soprattutto a quello dell’area partenopea e dell’agro aversano.Guardia di Finanza Bolzano
Le sigarette venivano occultatGdFTrentoe a bordo dei più disparati mezzi di trasporto, in particolare autoarticolati ed autoveicoli ma anche ambulanze e camper, sui quali erano stati asportati parte degli interni (sedili ed altro) o realizzati doppi fondi e carichi di copertura. In alcuni casi, le sigarette erano occultate all’interno di finestre, porte e persino rotoli di moquette nonché costosi pannelli solari.

Gran parte dei mezzi sequestrati sono stati assegnati alla Croce Rossa, ai Vigili del Fuoco ed alla Protezione Civile, per essere utilizzati per i fini istituzionali ed, in alcuni casi, hanno preso parte anche a missioni umanitarie durante il terremoto de L’Aquila o l’alluvione in Bosnia, altri sono stati dedicati proprio al contrasto della criminalità organizzata.


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