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Trento, operazione “Ramson”: 5 arresti dei carabinieri per sequestro di persona ed estorsione

mercoledì, 30 agosto 2017

Trento – Operazione dei carabinieri di Trento che hanno smantellato una banda dedita al traffico di stupefacenti e accusato di un sequestro di persona a scopo di estorsione.

CARABINIERI LARGE

Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Trento – Compagnia di Borgo Valsugana – stanno concludendo con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Trento, a carico di 5 persone di nazionalità italiana e albanese. L’indagine – chiamata “Ramson” – sarà illustrata a breve al Comando Provinciale di Trento.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

Nelle prime ore della mattina di mercoledì 30 agosto 2017, i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Borgo Valsugana hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Trento dottor Marco La Ganga, a carico di 5 soggetti (quattro albanesi ed un italiano, quattro dei quali residenti in Pergine Valsugana, ed uno già residente in Levico Terme e da qualche tempo resosi irreperibile), da arrestare e tradurre nelle carceri di Mantova e Verona, pienamente condividente la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Trento – D.D.A. (Dottor Davide Ognibene), per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione.

arresL’ordinanza trova origine, dallo sviluppo delle risultanze dell’indagine “Caffè Espresso” di questa Compagnia che aveva visto la sua esecuzione lo scorso 13 marzo 2017. Tra questi è risultata schiacciante la denuncia presentata direttamente al P.M. procedente, in sede di interrogatorio in carcere, da parte di una delle 15 persone arrestate.

Questa riferiva di essere stata sequestrata con violenza e minaccia il 23 settembre 2016 in Levico Terme dai 5 indagati. In particolare la vittima, D.L. classe 1995, residente in Bassa Valsugana,  veniva prelevata con la forza e costretta a salire a bordo di un’autovettura di uno dei suoi sequestratori, indi veniva condotta in un campo a Pergine Valsugana. Qui veniva picchiata e minacciata del fatto che sarebbe stata mantenuta sotto sequestro fino a quando suo padre non avesse loro pagato un riscatto di 7.000 Euro, quale risarcimento pari al debito contratto per la cessione di un chilogrammo di Marijuana a lei precedentemente affidata in custodia. In effetti la vittima era stata incaricata di cedere qualche giorno dopo la droga, di proprietà del catturando M.A. e di FETAHU Enrik, ad un loro cliente rimasto sconosciuto, che l’avrebbe poi rivenduta al dettaglio. Tuttavia tale partita di droga era stata rubata al custode da altri due spacciatori, per questo poi indagati dal N.O.R.M. della Compagnia Carabinieri di Cavalese nell’ambito di altro procedimento penale. Appreso della sparizione della droga, i compari del custode “incapace” gli avevano intimato di pagarla, ma egli inizialmente non aveva ritenuto di sottostare a tale pretesa, non considerandosi colpevole. La vittima veniva più tardi portata in auto a Trento, dove su pressione dei sequestratori aveva telefonicamente avvisato suo padre di essere stata rapita, e della necessità che quest’ultimo si impegnasse a fare avere entro pochi giorni ai sequestratori il riscatto richiestogli. Solo quando il padre della vittima confermava telefonicamente ai rapitori che avrebbe provveduto entro qualche giorno a pagare il riscatto, quest’ultima veniva finalmente liberata nella frazione Selva di Levico. Qualche giorno dopo il padre della vittima faceva effettivamente avere ai sequestratori il preteso riscatto.

L’analisi delle intercettazioni telefoniche già registrate nell’ambito della citata indagine antidroga «Caffè Espresso» ed altri mirati accertamenti di P.G., susseguenti all’operazione del marzo scorso, hanno permesso di ricostruire con certezza la vicenda del sequestro di persona, di fatto configuratosi come un «regolamento di conti» interno a quel sodalizio criminale, all’epoca dedito ad ingente spaccio di sostanze stupefacenti in Alta Valsugana.

All’atto dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi nei confronti degli arrestati si è anche proceduto alla loro perquisizione personale, veicolare e locale, che ha permesso il rinvenimento e sequestro di ulteriori fonti di prova, una modica quantità di sostanza stupefacente tipo marijuana, sequestrata in quanto costituente illecito amministrativo ex art. 75 D.P.R. 309/90.


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