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Trento: arrivati a San Nicolò i 29 profughi siriani accolti dall’arcidiocesi

martedì, 1 marzo 2016

Trento – Sono arrivati in Trentino i 29 profughi siriani, collocati in località San Nicolò nelle strutture messe a disposizione dall’arcidiocesi. Trento ha così accolto 29 dei 93 profughi siriani arrivati ieri mattina a Roma grazie al “corridoio umanitario” aperto dall’Italia in risposta all’emergenza migranti, il primo in assoluto in Europa. Una soluzione resa possibile dall’accordo sottoscritto a metà dicembre dal Governo italiano con la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e la Tavola valdese.

Sette di queste famiglie, in tutto ventinove persone  - undici adulti e diciotto bambini, quattordici deiquali sotto i sette anni – hanno proseguito il viaggio in pullmann verso Trento, dove sono giunti in tarda serata per essere ospitati in due case di proprietà dell’Arcidiocesi di Trento.

trento corridoi umanitari

Gli stabili, attualmente inutilizzati, sono stati ristrutturati e messi a norma a spese dell’Arcidiocesi, ricavandone alloggi autonomi in grado di ospitare al meglio le famiglie profughe. La maggior parte delle famiglie proviene da Homs, città siriana ormai rasa al suolo: dal 2012 erano sfollati nel campo profughi libanese di Tel-Abbas, nella regione dell’Akkar, poco oltre il confine con la Siria.

Davanti a loro un vicolo cieco: vana la speranza di tornare in patria; impossibile anche rimanere in Libano, uno Stato di quattro milioni di abitanti non più in grado di reggere la pressione di 1 milione e mezzo di profughi. I profughi ammessi al corridoio umanitario, alternativa allo spettro di un viaggio disperato in mare, sono stati scelti in base a criteri di vulnerabilità (a cominciare dalle loro condizioni di salute, più di un minore da anni non vede un medico) ed hanno ottenuto un visto umanitario a territorialità limitata rilasciato dall’ambasciata italiana in Libano. A San Nicolò gli ospiti siriani saranno seguiti da operatori e volontari di Fondazione Comunità Solidale, in collaborazione con l’associazione Papa Giovanni XXIII.


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