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Trentino, violenza sessuale di gruppo e rapina: banda di profughi richiedenti asilo fermata dalla Squadra Mobile

giovedì, 14 dicembre 2017

Trento – La Squadra Mobile della questura di Trento ha eseguito tre fermi di Polizia giudiziaria nei confronti di tre cittadini nigeriani, accusati di violenza sessuale di gruppo e rapina.

Iniziata alle prime luci dell’alba di venerdì primo dicembre, l’operazione effettuata dalla Polizia di Stato ha consentito agli investigatori di individuare un gruppo di nigeriani, tutti richiedenti asilo, che alcuni giorni prima avevano abusato sessualmente di una loro connazionale.

Gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal Vice Questore Aggiunto Salvatore Ascione, il 25 novembre hanno raccolto dalla cittadina Nigeriana, che si trovava a Trento per far visita ad una sua connazionale, il racconto di un abuso sessuale e di una rapina che alcuni uomini nigeriani, in parte da lei già conosciuti, avrebbero commesso nei suoi confronti.

La giovane nigeriana, all’atto della denuncia ha raccontato che, mentre si trovava nei pressi di un bar è stata costretta da alcuni uomini, sotto minaccia, a recarsi nel vicino parco. Qui gli uomini hanno approfittato sessualmente di lei, violentandola a turno. Dopo l’atto l’hanno minacciata nuovamente di ulteriori ritorsioni se avesse chiesto aiuto alla Polizia.

La donna però, benché impaurita, è riuscita a chiedere aiuto agli Agenti della Squadra Volante, poi l’intervento degli investigatori della Squadra Mobile.

Dopo i necessari riscontri la giovane nigeriana ha riconosciuto i suoi carnefici che identificati e rintracciati, da parte degli Agenti della Squadra Mobile, sono stati tratti in arresto in esecuzione del fermo di Polizia Giudiziaria. Nel corso delle attività di indagine è emerso, infatti, che il gruppo nei giorni successivi alla violenza sessuale si stava organizzando per rifugiarsi all’estero. Considerato quindi il pericolo di fuga e la gravità del reato la Squadra Mobile ha proceduto con la misura precautelare del Fermo di P.G. in carcere. Il G.I.P. a seguito della richiesta del Pubblico Ministero Davide Ognibene, ha convalidato il fermo di P.G. ed emetteva la misura cautelare della custodia cautelare in carcere.

A fronte di reati particolarmente degradanti per la dignità umana – commenta il capo della Squadra Mobile Salvatore Ascione – è fondamentale una risposta immediata ed efficace da parte della Polizia Giudiziaria che consenta non solo di assicurare alla giustizia gli autori di questo grave reato, ma anche di dimostrare che non esistono sacche di impunità dove criminali possono insidiarsi nella nostra comunità”.

 Il bilancio è dunque di custodia cautelare in carcere per Emmanuel Social Ehimamigho, nato in Nigeria il 24.4.1990, Kenneth Igbinosa Obasuyi, nato in Nigeria il 20.5.1995, e Osaro Kelvin Osaignovo, nato in Nigeria il 2.8.1998.

Arresto di richiedenti asilo, il commento del presidente Rossi e dell’assessore Zeni

“Si tratta di un fatto di una gravità assoluta. Proprio mentre stiamo lavorando per sensibilizzare tutta la comunità contro la violenza sulle donne, avviene una violenza gravissima. In questo caso poi si aggiunge l’amarezza in quanto commessa da persone ospiti della nostra comunità.

Appena avuta notizia del fatto, è stata immediatamente revocata l’accoglienza ai due richiedenti asilo accusati della violenza. L’ospitalità all’interno della comunità trentina è condizionata imprescindibilmente al rispetto delle regole e su questo non possono essere fatte deroghe.

Chi non rispetta le più basilari regole di convivenza non può essere ospite nel nostro territorio. Per coloro che non rispettano le regole, soprattutto per reati così gravi, chiediamo agli organi statali di essere rigorosi nell’applicazione della legge, nell’accertamento delle responsabilità e per la commutazione di adeguate pene, affinché episodi di questo genere non si ripetano mai più”.

Con queste parole il presidente della Provincia Ugo Rossi e l’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, hanno commentato i recenti fatti di cronaca, esprimendo la propria solidarietà alla vittima unita al ringraziamento alle Forze dell’Ordine per l’impegno e la tempestività nell’intervento.


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