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Trentino: in manette i responsabili di furti in appartamento. Quattro arresti a Cles

venerdì, 22 agosto 2014

Cles – I Carabinieri della Compagnia di Cles, alle prime ore di oggi, dando esecuzione al provvedimento cautelare disposto – su richiesta del P.M. Affinito, che ha coordinato l’inchiesta – dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, La Ganga, hanno assicurato alla giustizia i responsabili di due furti ed altrettanti tentativi di furto in appartamento consumati nel più recente passato nella provincia di Trento.

A finire in manette quattro uomini residenti in Bolzano e uniti dal vincolo della parentela, Michele Ferrari, Hermes Ferrari, Kebir Ferrari e Gabriele Ferrari (Nella foto sotto in senso orario partendo dall’alto), noti alle Forze dell’Ordine poiché gravati, eccezion fatta che per il primo, da diversi e specifici precedenti penali.

L’indagine, durata otto mesi e convenzionalmente chiamata tetra per ricordare proprio il numeroArrestati dei componenti il sodalizio delinquenziale e rafforzare il concetto di sinergia che è sembrato ispirare la loro condotta, ha preso il via nel decorso mese di dicembre, esaminando le registrazione del sistema di videosorveglianza di una abitazione di Ossana “visitata” da alcuni delinquenti.

Una delle telecamere aveva nell’occasione immortalato il modello dell’autovettura a bordo della quale i malviventi avevano raggiunto l’obiettivo. E’ stato lavorando sul parziale della targa resa visibile dalla registrazione che i militari dell’Aliquota Operativa sono successivamente risaliti all’identità di uno degli indagati, l’incensurato (non a caso) Michele: il giorno in cui era stato consumato il reato, proprio il predetto aveva infatti locato quel veicolo presso una società di noleggio auto di Bolzano.

Il peculiare “curriculum” delinquenziale di certi familiari dell’uomo ha sostanzialmente rafforzato un’apparentemente chiara pista investigativa. I militari hanno così dato via ad una serie di servizi di osservazione e pedinamento e attraverso essi sono addivenuti, in verità con non poche difficoltà data la scaltrezza del gruppo, frutto verosimilmente di esperienza e affiatamento, all’identificazione del quartetto. La raccolta e l’approfondito esame di immagini tratte da sistemi di videosorveglianza di altre abitazioni prese di mira e disponibili ha fatto il resto e consentito così di elaborare un quadro indiziario alquanto ricco e particolareggiato (tra le altre cose, i militari, durante una mirata perquisizione eseguita indagine durante presso le abitazioni degli indagati, hanno rinvenuto e sequestrato uno zainetto contenente attrezzi da scasso ovvero il c.d. kit del perfetto ladro, lo stesso visibilmente immortalato dalle registrazioni prese in esame), presupposto dell’eseguita misura cautelare di arresti domiciliari, sicuramente idonea ad arrestare il concreto rischio di reiterazione di analoghi illeciti comportamenti.


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