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Trenord licenzia capotreno per insulti razzisti dopo aggressione e rapina subita da un senegalese. Rolfi e Romeo: “Decisione folle”

mercoledì, 20 dicembre 2017

Brescia – Querelle sul capotreno licenziato da Trenord. Lo scorso 23 settembre Giordano Stagnati, 25 anni, venne aggredito e rapinato di palmare e pos da un cittadino senegalese che chiamò “negro di m…”. Il fatto accadde sulla linea Cremona-Brescia. Nella lettera di licenziamento si legge la motivazione: “Comportamento non consono per l’azienda che lei comunque rappresenta”. E ora scatta la battaglia legale.

“A breve presenteremo ricorso al giudice del lavoro perché per noi la sanzione espulsiva è eccessiva e perché il capotreno si stava difendendo da una rapina che effettivamente c’è stata”, ha dichiarato l’avvocato Massimiliano Cortellazzi a ‘Repubblica’.

Il 24 gennaio 2018, Moussa Diatta, 23 anni, residente nel Bresciano, verrà processato dal gup del tribunale di Brescia per rapina. Il capotreno si costituirà parte civile.

LA REAZIONE DI ROMEO E ROLFI
“Troviamo a dir poco scandaloso il licenziamento di Giordano Stagnati, capotreno sulla tratta Brescia – Cremona, aggredito, spintonato, preso a sberle e derubato del palmare di servizio da un senegalese privo del biglietto lo scorso 23 settembre.” Lo affermano il capogruppo e il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Massimiliano Romeo e Fabio Rolfi circa la decisione di Trenord di procedere al licenziamento.

“Nella concitazione del momento – spiegano Romeo e Rolfi – i toni hanno sicuramente superato certi limiti, ma giudicare la situazione solo da questo, non tenendo minimamente conto dell’aggressione, della violenza e del’arroganza di questo delinquente senegalese, appare folle e privo di ogni logica e certamente non giustifica una sanzione così sproporzionata verso il capotreno in questione. Più in generale non si può non considerare il contesto e l’esasperazione in cui queste persone sono costrette a lavorare ogni giorno, con gente che non paga il biglietto, che risponde in maniera strafottente e, quando va male, reagisce anche in modo violento contro chi si trova a dover fare il proprio mestiere.
Scriveremo una lettera ai vertici di Trenord perché questa decisione, assolutamente vergognosa, sia rivista nell’immediato con il reintegro di Stagnati nelle sue mansioni. Se non ci saranno passi indietro da parte dell’azienda – concludono Romeo e Rolfi – chiederemo alla Giunta regionale di prendere adeguati provvedimenti.”


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