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Terremoto in Nepal: mancano notizie del trentino Oskar Piazza, salvi alpinisti di Canazei e messaggio di Marco Confortola

domenica, 26 aprile 2015

Langtang – Mancano notizie di quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, che aveva raggiunto alcuni giorni fa il villaggio di Langtang, in Nepal, travolto da un’enorme valanga. Non si hanno notizie di Giuseppe Antonini, del medico speleologo Gigliola Mancinelli, del trentino Oskar Piazza e di un giovane di Genova. L’ultima comunicazione di Oskar Piazza risale a tre giorni fa.  Per avere notizie di Piazza, la Provincia autonoma di Trento si sta muovendo anche con il presidente, Ugo Rossi, che tra gli altri si tiene informato attraverso la responsabile della centrale unica di emergenza, Luisa Zappini, in contatto con il Soccorso alpino, di cui Oskar Piazza fa parte.

In Nepal c’è anche Sebastiano Valentini, alpinista di Canazei che assieme a tre compagni di viaggio si ssebastiano valentinitava preparando per affrontare gli 8.516 metri del Lhotse. Le uniche comunicazioni attraverso i social. “È un disastro e la paura per ogni piccolo rumore è una costante”. Il terremoto ha provocato una serie di valanghe anche sull’Everest e ci sarebbero almeno 200 dispersi.

Intanto dal campo base del Dhaulagiri è arrivato il seguente messaggio di Marco Confortola: Marco e il team hanno prestato un po’ di loro materiale Alpinistico , dato cibo e altri generi di prima necessità ad alcuni trekker che reduci dal French Pass , si sono trovati senza nulla e bisognosi di tutto. Abbiamo fatto il punto della situazione e Marco pensa di lasciare il campo base, nevicate permettendo, tra qualche giorno.

Vogliono scendere dal French Pass, e dirigersi verso Marpha, capire i bisogni di questi villaggi e cercare come possono di prestare aiuto . Pare che il piccolo Aereoporto di Jomsom, non abbia subito danni.

L’importante ora è scendere e cercare di aiutare il più possibile soprattutto nei villaggi in cui sappiamo esserci tanti, tantissimi bambini. Marco fa parte del Soccorso Alpino da anni e ha capito l’urgenza che hanno queste popolazioni che sono meno fortunate e non possono vantare un’organizzazione come quella appunto del Soccorso Alpino”.


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