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Tenta la truffa del finto carabiniere, la nonna lo fa fuggire

sabato, 10 ottobre 2020

Brescia – Tenta la truffa del finto carabiniere ma la nonna non ci sta e lo fa fuggire a Brescia. Negli ultimi giorni è stata rilevata una recrudescenza del fenomeno delle cosiddette “truffe porta a porta” che merita sicuramente un approfondimento per garantire una maggiore conoscenza del fenomeno e più ampia diffusione delle misure di autotutela che i cittadini possono adottare e dei consigli delle Forze dell’Ordine per una utile prevenzione.

polizia controlliI malviventi si presentano solitamente alla porta di casa di persone anziane e sole o telefonicamente e si spacciano per assicuratori, tecnici del gas, dell’acqua, impiegati del Comune, dell’Inps se non addirittura per appartenenti alle Forze dell’ordine, così come è accaduto ieri intorno alle 18, in zona Sant’Eufemia,  quando una arzilla signora di 83 anni, ha sorpreso nella sua abitazione due finti Carabinieri in abiti civili. La stessa intuendo che si trattava di due truffatori, prendeva il manico della scopa e li rincorreva causando la fuga dei malfattori e sventando così la truffa, prontamente segnalata dal marito della signora  tramite il numero unico di emergenza 112.

In questo caso specifico i truffatori non sono riusciti nel loro intento di confondere le idee alla vittima. Pertanto, ai fini della prevenzione, si sottolineano alcune delle situazioni o circostanze che i truffatori cercano di sfruttare:

Distrazione

Un tipico esempio in cui viene sfruttata la confusione è la coppia di truffatori, un uomo e una donna, vestiti distintamente, che con la scusa di una conoscenza comune, la proposta di una vendita porta a porta o di un affare irrinunciabile riescono ad accedere all’abitazione della vittima di turno, solitamente una persona anziana, e poi chiedono di accedere al bagno o di avere un bicchiere d’acqua e approfittando della distrazione causata e si appropriano di tutti gli oggetti di valore.

 Autorità

Il principio di autorità dice che se qualcuno ha un’autorità riconosciuta dalla società, allora saremo più disposti a fare quello che ci chiede. Ogni giorno deponiamo la nostra fiducia nelle mani di qualcun’altro, e non sempre questa si rivela una buona idea (falso Poliziotto, Carabiniere o Agente Polizia Municipale). Quando per esempio mettiamo nelle mani di malviventi o sedicenti verificatori non meglio identificati il nostro bancomat o la carta di credito, questi codici potrebbero essere copiati e utilizzati su Internet.

Riprova Sociale

Anche le persone più intelligenti a volte si fanno guidare dal comportamento della massa.  Per attirare la tua attenzione viene preparata una folla di complici attorno ad un venditore/banditore. Se tutti guardano ci sarà qualcosa di interessante, viene da pensare. E così ci si avvicina. Una volta che sei vicino vedi persone giocare e vincere una dopo l’altra. Anche questi sono complici messi lì per sfruttare la riprova sociale e convincerti che è un gioco a cui puoi vincere facilmente.

Avidità

L’occasione fa l’uomo ladro e la truffa colpisce più facilmente chi è avido di denaro o vuole facili guadagni. Alcuni truffatori propongono facile arricchimento da conseguire con un sistema di solventi/spray/vernici che trasforma un foglio di carta “speciale”, entrando in una macchinetta o in una vasca,  in una banconota perfetta (ovviamente non fanno vedere come succede e solo la banconota dimostrativa sarà genuina). Le vittime dell’acquisto di questo sistema che, in realtà, non funziona, non denuncerebbero mai nessuno perché sanno che producendo denaro avrebbero commesso un reato. Più una persona è disperata o avida e più facile sarà ingannarla. Gli autori della truffa dell’orologio/anello/collana apparentemente di valore, ceduto in cambio di una somma che non sarebbe sicuramente proporzionata se l’oggetto lo fosse realmente, lo sanno molto bene, in realtà l’oggetto non vale niente ma la vittima se ne accorgerà solo quando tutti gli attori si saranno dileguati e non torneranno mai più.

Inganno

Ovviamente molte delle truffe si basano sull’inganno e sull’omissione di informazione. Tipico esempio il montaggio a domicilio, da parte di un sedicente operaio della azienda del gas, che è estranea a tutto, dell’allarme per le dispersioni/fuoriuscite; il sistema che ci viene montato non vale sicuramente il valore che ci viene proposto e il truffatore agisce sulla leva della sicurezza e tutela della salute. Altro esempio la verifica di una segnalazione di perdita di gas o della presenza di mercurio nei tubi dell’acqua.

Fretta

I truffatori sanno bene che quando abbiamo fretta non riusciamo bene a verificare tutto e cadiamo vittima più facilmente di possibili truffe. Quando abbiamo poco tempo per pensare, o nella confusione, siamo anche più portati a cadere vittima dei principi psicologici elencati precedentemente, facendo le scelte del gruppo o scegliendo di ascoltare l’avidità e la prospettiva di guadagno piuttosto che ragionare con calma.

Bisogno o affezione

Tipico l’esempio del falso incidente al familiare che può’ essere risarcito a titolo conciliativo o dello stato di necessità del parente stretto che altrimenti potrebbe incorrere, se il tuffato non provvede a un ingiusto esborso in contante o valori, in conseguenze drammatiche o situazioni di pericolo.

Le raccomandazioni delle Forze dell’ordine sono poche e semplici per le persone anziane e che vivono sole:

- Nessuna azienda o ente pubblico, comprese le Forze di Polizia, invia dipendenti e richiede pagamenti a domicilio soprattutto se la visita non è preavvisata da una lettera formale;

- Non aprire la porta agli sconosciuti, anche se in possesso di tesserini con foto. In caso, prima di aprire, chiamate un vicino o un familiare che vi assista; se si tratta di operatori delle Forze dell’Ordine in assenza di vostra richiesta e si hanno dubbi per le motivazioni chiedete conferma tramite il 112;

- In ogni caso, verificare l’identità del visitatore chiamando subito il presunto ente mandante e il “112″ NUE;

Polizia di Stato: continua anche a Desenzano del Garda l’operazione “città sicura”

Continuano anche a Desenzano del Garda i servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Questore di Brescia, effettuati dagli agenti del Commissariato di Desenzano con l’ausilio del personale della Questura di Brescia, della Polfer Brescia e con l’importante apporto della Polizia Locale di Desenzano del Garda, e finalizzati al monitoraggio dei luoghi di possibile aggregazione per soggetti pericolosi, al contrasto serrato al crimine diffuso.

La capillare attività di controllo ha interessato in particolar modo il centro cittadino e il lungolago, visto il particolare afflusso turistico in questa città, la zona della stazione ferroviaria, e le principali arterie di accesso al capoluogo del Garda, nonché ai luoghi interessati dalla presenza di soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e di persone straniere irregolari sul territorio nazionale,  che arrecano turbativa all’ordine e alla sicurezza pubblica.

La pregnante attività è stata inoltre estesa agli esercizi pubblici del Centro cittadino interessati dalla movida al fine di verificare il rispetto della normativa per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid – 19.

I servizi così disposti dal Questore hanno portato all’identificazione di 187 persone, di cui 47 con precedenti di Polizia, controllati quattro esercizi pubblici, 51 veicoli.



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