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Teglio: spaccio in Valtellina, una arresto e una denuncia dei carabinieri di Ponte

martedì, 25 ottobre 2016

Teglio – Spaccio in Valtellina, due amici nei guai. Uno denunciato e uno arrestato dai carabinieri di Ponte in Valtellina. I due amici pensavano di trascorrere un venerdì sera diverso, invece, uno è stato accusato di detenzione ai fini di spaccio e porto d’armi od oggetti atti ad offendere, mentre l’altro è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio.

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I carabinieri di Ponte in Valtellina, a Tresenda, un piccola frazione del comune di Teglio (Sondrio), durante un controllo alla circolazione stradale sono stati insospettiti dal comportamento del passeggero di un veicolo che marciava verso la loro direzione.

L’uomo, infatti, aveva lasciato cadere dal finestrino qualcosa ma, questo gesto, per quanto repentino, non è passato inosservato alla pattuglia che, fermata la macchina, sottoponevano a controllo l’uomo, D.D. un agricoltore 35enne albanese, da anni residente in zona.

La perquisizione ha permesso di rivenendogli indosso un coltello e di recuperare il pacchetto lasciato cadere scoprendo che conteneva 30 grammi di hashish. Lo straniero per tali ragioni è stato denunciato per l’arma e per la droga ritrovata. La successiva attività dei carabinieri, ha permesso di risalire al nome dello spacciatore: Roberto Pandolfi 41enne di Sondrio, già conosciuto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti specifici. I militari si sono quindi presentati, come ospiti inattesi e neanche tanto graditi, a casa dell’uomo. La perquisizione ha permesso di rinvenire 8 grammi di hashish, 1 grammo di cocaina e un bilancino di precisione, elementi che hanno confermato l’ipotesi investigativa dei carabinieri.

L’uomo, poiché sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, da parte del Tribunale di Sondrio già nel 2015, è stato posto agli arresti domiciliari e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che lunedì ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti, l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per la droga e l’arma sequestrati, è già stata disposta la distruzione.


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