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Stoccaggio materiale pericoloso, due operai denunciati dai carabinieri di Gavardo per smaltimento illecito di rifiuti

martedì, 14 aprile 2015

Gavardo – I militari della compagnia di Salò (Brescia)  hanno continuato ad attuare mirati controlli a cantieri edili ed in altre zone periferiche segnalate come luoghi di abituale sversamento e raccolta non autorizzata di materiali inquinanti. In particolare, nel corso dei controlli effettuati, è emersa una ennesima grave situazione a Soprazzocco di Gavardo, dove sono stati denunciati in stato di libertà in concorso per i reati di “smaltimento illecito di rifiuti”, “ricettazione” e “violazione al Testo unico per l’edilizia” e al “Testo unico in materia di identificazione degli animali da allevamento”, un pregiudicato di Villanuova sul Clisi ed un operaio incensurato di Gavardo (Brescia). In particolare i militari accertavano che i due, in un terreno di proprietà privata (dell’operaio incensurato) avevano organizzato – a scopo di lucro, un vero e proprio punto di raccolta, stoccaggio e recupero di rifiuti pericolosi, tra i quali mezzi di trasporto e parti meccaniche di provenienza illecita. Tra i mezzi rinvenuti, un autovettura Nissan risultata provento di reato (un appropriazione indebita del maggio 2014 denunciata dalla legittima proprietaria) ed un furgone Fiat Ducato risultato sottoposto a fermo amministrativo per mancanza di copertura assicurativa e affidato in custodia al legittimo proprietario il quale veniva deferito per “omessa custodia e rimozione di sigilli” (dovrà infatti spiegare la presenza del mezzo nell’area abusiva. Nel corso dell’intervento veniva sottoposta a sequestro l’intera area interessata, all’interno della quale veniva altresì accertata la presenza di un ricovero per animali (bovini ed equini) completamente abusivo. Il servizio veterinaria dell’ Asl, intervenuta su richiesta dei militari, accertava l’assenza di qualsivoglia identificativo per gli animali citati e veniva dunque comminata la sanzione amministrativa di 4.500 euro per la violazione del art. 3 d.lgs 29/2011. Sono ancora in corso indagini finalizzate ad accertare la provenienza di tutte le parti meccaniche rinvenute.

 

 


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