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Spunta un manifesto: “Orsa ammazzata, retrocessione assicurata”. Il caso Daniza tiene banco anche a Padova

venerdì, 27 marzo 2015

Pinzolo – Dopo le proteste di Pinzolo, del Passo Tonale, Desenzano e Trento ecco Padova. E’ infatti comparsa una scritta nella città veneta: “Orsa ammazzata retrocessione assicurata”.

Il calcio trentino preso di mira dagli animalisti con il pretesto della morte del’orsa Daniza avvenuta la scorsa estate nei boschi di Pinzolo, dopo un fallito tentativo di cattura. La scorsa notte attivisti dell’associazione “Centopercentoanimalisti”, alla vigilia della trasferta a Padova della squadra trentina di Dro, hanno affisso sui cancelli dello stadio Euganeo uno striscione gigante con la scritta “Orsa ammazzata retrocessione assicurata, boicotta il Trentino”.

“Il calcio trentino – dicono gli animalisti – è messo molto male: tutte le sue squadre, che gPR0OTESTA DANIZA TONALE 1iocano nel girone C della serie D sono destinate alla retrocessione”.

LA VICENDA GIUDIZIARIA

La Lega Abolizione Caccia (LAC) onlus per la Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, associazione ambientalista e animalista, ha apprezzato che il Giudice per le indagini preliminari di Trento, Carlo Ancona, ha respinto la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte dell’orsa Daniza durante il tentativo di cattura e riaperto l’inchiesta. Troppi i punti oscuri. Per il giudice è necessaria una ulteriore fase investigativa riguardo le azioni del veterinario che narcotizzò e uccise l’orsa il 10 settembre 2014 (Nella foto gli striscioni e la protesta al Tonale dello scorso dicembre) 

Il Gip Ancona ha depositato il provvedimento con il quale ha respinto la richiesta della Procura di archiviazione dell’inchiesta sulla morte dell’orsa durante il tentativo di cattura. Il giudice ha riconosciuto come corretta la ricostruzione della Procura, ma ritiene che si possa individuare la responsabilità del veterinario che ha preparato la dose per narcotizzare l’orsa Daniza.

Il giudice osserva che si possa accusare il veterinario per il reato di maltrattamento di animali, si tratta di una contravvenzione per la quale è sufficiente una condotta colposa. La Procura aveva escluso anche questa contravvenzione dal momento che aveva ritenuto che il veterinario avesse comunque agito in un quadro normativo chiaro, ovvero, secondo la Procura, le operazioni di cattura dell’orsa rientravano in un caso previsto dalle norme e anche dai protocolli.

Il Gip Ancona, puntualizza che è vero che il protocollo prevede la possibilità di catturare gli orsi problematici, ma non di ucciderli. Per questo il giudice ordina alla Procura di iscrivere il veterinario sul registro degli indagati. La Procura aveva osservato che l’ordinanza è stata adottata seguendo il “Piano di azione per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi”, però, contestualmente, il veterinario non ha avuto “un’adeguata capacità di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi sostanziatasi nell’ipossiemia indotta dall’uso della medetomidina. Nel momento topico si è verificato un inappropriato approccio da parte del veterinario”.


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