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Operazione Anunia contro lo spaccio nella valle del Noce: i carabinieri di Cles arrestano tre giovani

mercoledì, 18 dicembre 2013

Malé – I carabinieri della compagnia di Cles hanno arrestato tre ventenni per spaccio di sostanze stupefacenti. I militari hanno trovato anche due nursery di marijuana che i ragazzi gestivano a Rabbi e Tuenno.

IL BLITZ 

L’operazione è avvenuta alle luci dell’alba: i militari della compagnia di Cles hanno tratto in arresto tre ventenni del luogo e perquisito le loro abitazioni in quanto indagati per coltivazione e spaccio di stupefacenti. Nei guai guai sono finiti una ragazza di Tuenno e di due ragazzi di Tuenno e Malé.

I militari hanno così posto fine a un’inchiesta durata otto mesi, che spaccio-droga-big-2ha visto controlli un po’ in tutti i pubblici esercizi delle valli del Noce per verificare la veridicità delle segnalazioni inviate da genitori che temevano per la salute dei figli. Anche a minorenni. L’inchiesta ha permesso il sequestro di diverse dosi destinate al consumo, ma poi hanno rilevato l’esistenza di una rete bel organizzata nello smercio di hashish, cocaina ed eroina.

Lo smercio avveniva perlopiù sulla pubblica piazza, preceduto dal solito messaggio telefonico per così dire criptato. Presto ci sarà l’interrgoatorio dei tre giovani arrestati.

I TRE ARRESTATI

Un ruolo preponderante all’interno del sodalizio veniva assolto dai tre arrestati: Daniel Zappini, 19 anni, Zajkaria Lamkaissi, 20 anni, e Marta Deromedi, 22 anni, che, per quanto giovani, già erano incappati nelle maglie della giustizia per reati della stessa specie e per questo erano già conosciuti dagli inquirenti. I loro ruoli si sovrapponevano infatti regolarmente e facilmente tanto nel rapporto con il cliente quanto nella definizione delle modalità di cessione dello stupefacente, che aveva prevalentemente luogo sulla pubblica via ed era preceduta dalla classica telefonate dal contenuto criptico. I predetti gestivano anche la coltivazione di due piantagioni di marijuana, che i Carabinieri hanno sequestrato. Tanto è emerso nel corso dei numerosi servizi di osservazione e pedinamento posti in essere dagli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cles, come pure dalle intercettazioni telefoniche che hanno interessato le utenze in uso agli indagati.
All’operazione, convenzionalmente chiamata Anaunia per via del contesto geografico in cui essa è maturata, hanno anche preso parte i militari della Stazione di Malè. Fondamentale è stato anche il contributo offerto, soprattutto nelle prime fasi dell’inchiesta, dall’unità cinofila, che pure oggi ha preso parte al blitz.

 


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