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Spaccio a Tenno e Fiavé, i carabinieri arrestano una persona e ne denunciano un’altra

venerdì, 24 novembre 2017

Arco – I carabinieri di Arco, dipendenti dalla Compagnia di Riva del Garda, nell’attuazione dello specifico servizio di contrasto allo smercio di stupefacenti, unitamente ad una unità cinofila con il formidabile pastore tedesco “Nico” si sono recati a Tenno (Trento) per eseguire una perquisizione domiciliare nella residenza di Benjamin Cardenas Cedeno, cittadino di origini panamensi, naturalizzato italiano, 36enne, già noto alle forze dell’ordine e da alcuni giorni monitorato dai militari arcensi. I carabinieri, grazie al prezioso aiuto del “carabiniere” a quattro zampe hanno trovato 22 grammi di hashish (di ottima qualità, vista l’eccessiva morbidezza ed intenso profumo) e 30 grammi di marijuana, suddivisi in dosi e la somma di 550 euro in contanti occultati all’interno di una cassa acustica dello stereo professionale.carabinieri Riva Garda

L’uomo credeva che i militari fossero soddisfatti dell’esito del controllo ma gli investigatori che da giorni osservavano i suoi spostamenti, trovandolo in possesso delle chiavi di un’altra abitazione occupata da una insospettabile ragazza, hanno esteso la perquisizione nell’abitazione di C.S. 21enne in un appartamento di Fiavé, frazione Ballino.

Qui i militari hanno trovato una vera e propria “Drug Farm”: al livello superiore dell’abitazione suddivisa (zona giorno a piano terreno e zona notte al superiore) era stato predisposto interamente alla coltivazione della cannabis trovando 2 serre professionali (2×2 metri) a chiusura ermetica con ricircolo forzato dell’aria con filtri a carboni attivi, lampade, igrometri, termometri, molti fertilizzanti specifici per la coltivazione della cannabis, ormoni radicali della crescita e insetticidi, vasi, sacchi di terriccio, ventilatori, con all’interno 20 piante di cannabis suddivise per qualità (arancio, arancio sativo, gran daddy), quelle nella prima alte 1 metro circa mentre nella seconda alte circa 1,20 metri con copiose infiorescenze che ne fanno dedurre agli inquirenti siano del tipo “geneticamente modificate”. Inoltre ai piedi del letto matrimoniale sono state trovate due teche (termine utilizzato dai seminatori ed indica i contenitori in plastica – incubatrici) per la germinazione intensiva del seme con ormoni radicali in apposite spugnette, contenenti 32 piantine di cannabis alte 15 cm, in crescita per sostituire le altre nelle serre.

Nell’abitazione inoltre c’era anche il reparto di essiccazione consistente in un ambiente con stendini per biancheria ed un deumidificatore che consentiva di ottenere il prodotto finito. Sono stati trovati vari involucri catalogati per peso e qualità dall’uomo per un totale di kg 1,7 di marijuana pronta all’uso.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche 60 grammi di hashish del tipo morbido (con tanto olio) e quindi di eccellente qualità e la scoperta di 216 grammi di marijuana essiccata custodita nel congelatore ha rivelato che l’uomo destinasse parte della coltivazione per la successiva lavorazione artigianale – non facile – per ottenere il “fumo” dalle eccelse qualità.

Il tutto era registrato su un calendario con tempi di semina, germogliazione, messa in serra, taglio e preparazione. Nel contesto dell’operazione antidroga la compagna dell’uomo, che non era in casa al momento della perquisizione ma a passeggio con la figlioletta di 2 mesi, è stata denunciata in stato di libertà mentre l’uomo è stato arrestato, entrambi per violazione dell’art.73 comma 4 del DPR 309/1990 e tradotto nel carcere di Spini di Gardolo a disposizione delle Procure delle Repubbliche di Rovereto (competente per Tenno) e Trento (competente per Ballino di Fiavè). Il denaro è stato sequestrato poiché ritenuto provento dell’attività di spaccio, atteso che nessuno dei due lavora.

La Procura della Repubblica di Rovereto, col Pm Fabrizio De Angelis ha emesso il decreto preventivo per il sequestro del denaro ai fini della confisca del medesimo, mentre oggi il GIP del Tribunale di Trento Marco La Ganga ha convalidato l’arresto, alla presenza del Pm della Procura di Trento, Maria Colpani.


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