Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad
Ad

Ad


Sorveglianza speciale, due provvedimenti a Brescia

venerdì, 11 ottobre 2019

Brescia – Sorveglianza speciale, due provvedimenti a Brescia. Negli scorsi giorni, personale della Divisione Anticrimine della Questura di Brescia ha provveduto a notificare due provvedimenti di Sorveglianza Speciale di pubblica sicurezza emessi dal Tribunale di Brescia, Sezione Misure di Prevenzione.

La Sorveglianza Speciale di p.s. rientra nei provvedimenti di prevenzione stabiliti e normati dal codice Antimafia ed introdotti quali misure ante-reato al fine di arginare i comportamenti di soggetti che, per il loro passato, vengono considerati proclivi a delinquere. Il provvedimento che dispone la Sorveglianza Speciale di p.s. contiene una serie di prescrizioni che il destinatario è tenuto ad osservare quali, ad esempio, non allontanarsi dalla dimora senza preventivo avviso all’Autorità locale di P.S., non rincasare la sera più tardi e non uscire la mattina più presto di una data ora senza comprovata necessità, e comunque senza averne data tempestiva notizia all’autorità preposta alla vigilanza, ed altre ancora. Proprio perché la Sorveglianza di p.s. risulta un provvedimento molto limitativo della libertà personale, a differenza delle altre misure di prevenzione, tra cui si ricorda l’avviso orale ed il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno, necessita del vaglio dell’Autorità Giudiziaria quale organo super partes di garanzia costituzionale.

Il Giudice, chiamato a decidere quindi sulla proposta del Questore, deve valutare la presenza di tutti i presupposti specifici della misura e cioè la pericolosità sociale del soggetto emettendo un giudizio prognostico sulla capacità a delinquere.

Personale di questo Ufficio individuava due soggetti di nazionalità italiana, con precedenti per reati gravi che li facevano rientrare nelle categorie sopra menzionate e, a seguito di una dettagliata istruttoria, elaborava due distinte proposte  che, poste al vaglio della magistratura, trovavano accoglimento.

Nello specifico i giudici riuniti in camera di consiglio emettevano un decreto di Sorveglianza Speciale di p.s. con Obbligo di Soggiorno per la durata di due anni a carico di un soggetto il quale in passato si era reso responsabile di comportamenti ad elevato allarme sociale, tra cui una serie di truffe agli anziani. Gli stessi giudici emanavano un decreto di Sorveglianza Speciale di p.s. con obbligo di soggiorno per la durata di quattro anni a carico di un soggetto il quale, nei mesi scorsi si rendeva responsabile di un grave episodio criminale. Al momento della notifica entrambi i soggetti si trovavano ristretti in carcere. Lo stato di detenzione comporta la sospensione del provvedimento che verrà riattualizzato al momento della rimessione in libertà dei soggetti.

Questo filone di azione di polizia in chiave prettamente preventiva tende ad anticipare i provvedimenti di scarcerazione di soggetti socialmente pericolosi al fine di ridurre la libertà di azione una volta fuori dal carcere.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136