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Smantellato un gruppo secessionista con ramificazioni nel Bresciano. Arrestate 24 persone

mercoledì, 2 aprile 2014

Brescia – Un gruppo secessionista, con ramificazioni nel Bresciano. è stato smantellato dai carabinieri del Ros. I carabinieri hanno eseguito 22 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 agli arresti domiciliari, emesse dal GIP del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 24 indagati, a vario titolo, per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Contestualmente sono state eseguite delle perquisizioni a carico di altri 27 indagati.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata, da diverso tempo, dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri nei confronti di un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l’indipendenza del Veneto dallo Stato italiano.

Le indagini hanno documentato:

-           la costituzione dell’associazione, denominata L’Alleanza, che ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano. L’Alleanza veniva costituita il 26 maggio 2012, in Erbusco (BS), nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato rappresentanti di Brescia Patria, di Veneto Stato, del movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonché alcune figure storiche dei c.d. Serenissimi;

-           la struttura dell’organizzazione, basata su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l’attribuzione di compiti specifici, quali il Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata;

-           la presenza tra gli associati di un nucleo centrale, motore propulsore dell’organizzazione;

-           la formale adesione al progetto indipendentista attraverso la compilazione/sottoscrizione di schede di adesione, contenenti la carica rivestita e le regole tassative da rispettare;

-           la disponibilità di luoghi di riunione riservati, quali private abitazioni, aziende di proprietà degli indagati e ristoranti;

-           la disponibilità di utenze cellulari dedicate esclusivamente alle conversazioni tra gli associati;

-           una diffusa attività di proselitismo, anche attraverso riunioni aperte ad un pubblico selezionato, vertenti principalmente sulla storia veneta;

-         una rigorosa compartimentazione interna, anche in termini di conoscenza delle iniziative in corso, quali la realizzazione di un carro armato blindato conosciuta solo da soggetti di accertata affidabilità e non da tutti i militanti;

-         la costruzione di un carro armato da utilizzare per compiere un’azione eclatante in Piazza San Marco, a Venezia.

Per quanto concerne la realizzazione del citato carro armato artigianale, definito Tanko,   è emerso come:

-         sia stato costruito in un capannone denominato arsenale, sito in Casale di Scodosia (PD), utilizzando una pala cingolata FIATALLIS Mod. FL 20, successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare;

-         sempre presso lo stesso capannone, alcuni membri dell’organizzazione abbiano recentemente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l’offensività del mezzo blindato una volta armato;

-         nei piani dell’organizzazione, il Tanko dovesse essere utilizzato per un’azione in piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate. Al riguardo è stato documentato come alcuni militanti dell’organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese, da destinare ai membri dell’organizzazione.

L’associazione L’Alleanza si richiama al programma dei Serenissimi, ma con modalità più aggressive e violente. Nel progetto dell’organizzazione, infatti, oltre alla liberazione di piazza San Marco, è prevista l’insurrezione degli strati delle popolazioni del nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate presso Paesi amici, già individuati nella Serbia e nella Svizzera, al fine di ottenere un formale riconoscimento internazionale.

Per ottenere la massima visibilità e vanificare l’intervento delle Forze di Polizia, dopo l’azione di piazza San Marco i membri dell’Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una capitale europea da individuare.

Per conseguire l’indipendenza del Veneto e di altre Regioni italiane, L’Alleanza ha svolto anche una diffusa attività di autofinanziamento, che ha consentito di raccogliere finora non meno di cento mila euro, grazie a singole elargizioni e l’apertura, presso la Cassa Padana, di un conto dedicato alla raccolta dei fondi.

Inoltre, nel corso delle indagini, sono emersi contatti con altre realtà indipendentiste piemontesi, sarde, campane e siciliane, con l’obiettivo di coinvolgerle nella protesta generalizzata a sostegno dell’azione militare vera e propria.

In tale prospettiva, sono state documentate anche attività strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l’organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, nonché la costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo Serenissimo, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del Veneto dall’Italia.

 

Nel quadro delle condotte dei militanti dell’Alleanza è stata rilevata una finalità eversiva ancora più determinata rispetto all’esperienza fallita dai Serenissimi nel maggio del 1997, in quanto gli associati hanno evidenziato la piena consapevolezza della necessità di alzare il livello di scontro per conseguire gli obiettivi prefissati. Proprio in relazione alla finalità eversiva del gruppo, è stato sottolineato nel provvedimento cautelare come l’obiettivo della secessione ottenuta con metodi violenti – e, quindi, al di fuori della civile dialettica politico-costituzionale – configuri un comportamento finalizzato all’eversione dell’ordine democratico, violando l’art. 5 della Costituzione che sancisce il principio della indivisibilità della nazione. Peraltro, l’ipotesi del salto di qualità compiuto dall’Alleanza trova riscontro nella dichiarata determinazione ad utilizzare le armi e nella fabbricazione di strumenti idonei al raggiungimento dello scopo, quali il descritto carro armato. Nel caso dei Serenissimi, invece, i mezzi blindati utilizzati erano talmente rudimentali da non poter essere usati in modo ripetibile, elemento che ne aveva impedito la qualificazione di armi, come sancito all’epoca dalla sentenza della Corte d’Assise d’appello di Venezia.


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