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Sequestro dell’ex-fidanzata: 20enne arrestato dai carabinieri nel Bresciano. Altra operazione dei Forestali

mercoledì, 13 dicembre 2017

Verolanuova - Un equipaggio dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Verolanuova ha tratto in arresto un 20enne italiano di origini sudamericane, censurato, per il sequestro della ex-fidanzata, tenuta chiusa nella cantina del proprio appartamento.

carabinieri controlliLa relazione sentimentale tra il giovane e la coetanea bresciana è iniziata nel 2016 ma, a dire della ragazza, dopo alcuni mesi di relativa serenità, il rapporto si è incrinato ed il carattere possessivo del ragazzo ha avuto il sopravvento, sfociando in un controllo ossessivo, anche con percosse, per futili motivi. Nel settembre del 2017, dopo l’ultimo litigio, in seguito al quale la ragazza ha dovuto recarsi presso l’ospedale di Manerbio per delle contusioni, la relazione è terminata ed ha avuto inizio l’incubo delle persecuzioni.

Di fatti il giovane rifiutando la rottura del rapporto iniziava a vessare la sua ex-ragazza mediante continue chiamate telefoniche, richieste di colloquio e facendosi trovare nei luoghi frequentati dalla medesima. Vano ogni tentativo di riconciliazione, il ragazzo, secondo il racconto della giovane, la sera dell’11 dicembre l’ha raggiunta presso l’abitazione, e attesane l’uscita l’ha fatta salire con la forza su un’autovettura in uso per rinchiuderla, infine, nella sua cantina, posta nel piano interrato del palazzo, ove vive con la di lui madre ignara di tutto. La cantina era in passato utilizzata come luogo di rifugio dei due fidanzati. La giovane che aveva nella disponibilità il telefono, ha avvertito il numero di pronto intervento. I militari hanno trovato in breve la località e dopo aver verificato le buone condizioni di salute della ragazza hanno arrestato il giovane, rintracciato nell’immediatezza. Nella mattinata odierna il GIP del Tribunale di Brescia ha convalidato l’arresto.

TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI: ATTIVITA’ CARABINIERI FORESTALI IN 6 REGIONI

Carabinieri Forestali hanno eseguito un’attività delegata dalla DDA della Procura della Repubblica di Firenze per i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 Dec. lgs. 152/2006) e associazione a delinquere (art. 416 cp).

Nel complesso, nell’ambito dell’attività di PG sono indagati 13 soggetti e coinvolte 7 imprese. I militari hanno operato tramite perquisizioni e ispezioni in sei regioni: Lombardia, Campania, Puglia, Liguria, Lazio e Toscana. L’attività è codelegata tra Nipaaf (Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) dei Carabinieri Forestale, che hanno operato con la collaborazione di circa 100 militari e la Sezione di PG dell’ARPAT. Per alcune attività è codelegata l’Agenzia delle Dogane che ha messo a disposizione 15 unità di personale e la Capitaneria di Porto. Tra i provvedimenti emessi dall’A.G. ci sono anche alcune perquisizioni a commercialisti delegate al GICO della Guardia di Finanza.

I reati contestati agli indagati sono per avere, in concorso tra loro con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, allestito ed organizzato attività continuative di cessione, ricevimento, trasporto, comunque di gestione abusiva, di ingenti quantitativi di rifiuti speciali anche pericolosi, mediante l’insieme delle condotte messe in opera sia degli addetti agli impianti, attraverso una abusiva miscelazione di rifiuti pericolosi e trasporto e conferimento dei medesimi declassificati a rifiuti non pericolosi o a materie “prime seconde” e o a merci, da parte di soggetti non abilitati,  in quanto autotrasportatori non in possesso della necessaria iscrizione abilitante l’attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi.

I rifiuti per cui si indaga sono rifiuti ferrosi rottami e rifiuti legati al comparto delle acciaierie (dichiarati illecitamente come materie prime secondarie o come rifiuti non pericolosi) provenienti anche dall’estero.

Alcune imprese dichiaravano operazioni di recupero mai effettuate. Per una azienda della Toscana, si procederà per traffico illecito di rifiuti costituiti da scaglia di laminazione, carbone fossile, coke, ilmenite. I soggetti coinvolti operano nelle provincie di Firenze, Livorno, Taranto, Brescia e  Bergamo. Il traffico è sia sul territorio nazionale che in ingresso verso l’Italia dall’estero.


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