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Sanzioni e denunce per laboratori di confezioni cinesi e italiani dopo le ispezioni dei carabinieri bresciani

giovedì, 11 ottobre 2018

Vobarno – Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Brescia, in collaborazione con l’Arma Territoriale delle Stazioni Carabinieri di Montichiari, Gussago, Vobarno, Rezzato e Brescia Lamarmora, nell’ultima settimana, nell’ambito di servizi specifici per il contrasto al fenomeno del “caporalato” e del “lavoro nero”, hanno ispezionato 4 laboratori di confezionamento di capi di abbigliamento gestiti da cittadini cinesi ed italiani:

- a Montichiari sono stati sequestrati oltre 100 giubbini/piumini griffati e 150mila accessori per il confezionamento (bottoni, cartellini, etichette, ecc.) per un valore di 350mila euro; si tratta di merce originale ma la titolare di nazionalità italiana non aveva l’autorizzazione dalla casa madre al confezionamento, pertanto è stata denunciata per ricettazione, frode in commercio e per aver introdotto nello Stato e commercializzato prodotti con segni falsi;

- a Gussago è stata sospesa l’attività imprenditoriale di un laboratorio di confezioni per mancanza delle condizioni igienico-sanitarie e della sicurezza dei luoghi di lavoro; è stata denunciata la titolare di nazionalità cinese;

- a Vobarno, in un altro laboratorio di confezioni, sono stati sorpresi 5 lavoratori “in nero”, di cui uno clandestino; è stata sospesa l’attività imprenditoriale; denunciato il titolare di nazionalità cinese per aver impiegato un lavoratore extracomunitario privo del permesso di soggiorno e clandestino sul territorio nazionale;

- a Rezzato, sempre in un laboratorio di confezioni, sono stati sorpresi 11 lavoratori “in nero”, è stata sospesa l’attività imprenditoriale;

carabinieri tutela lavoroComplessivamente sono stati controllati 85 lavoratori di cui 16 sono risultati “in nero”, di cui un clandestino, adottando due sospensioni delle attività imprenditoriali. Le aziende ispezionate hanno subito provveduto ad assumere i predetti lavoratori (tranne per il clandestino che non è possibile per la vigente normativa), stipulando con gli stessi un contratto di lavoro per almeno 3 mesi, pagando le sanzioni contestate e potendo così riaprire le attività. Sono state elevate complessivamente sanzioni per quasi 90mila euro.


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