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Riva del Garda: operazione “non solo selfie”, i carabinieri arrestano altri due malviventi per le razzìe

sabato, 29 ottobre 2016

Cavalese – Operazione non solo “selfie”: arrestati Armir Gjecaj e Bedri Demaj per le incursioni predatorie del 6 gennaio scorso a Riva del Garda ed estradato dall’ Albania Dorjan Gjoka, capo della banda.

I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cavalese, durante l’indagine, terminata con l’operazione “Selfie” che ha permesso di emettere 20 ordinanze di custodia cautelare, hanno evidenziato indizi di reato nei confronti dei cittadini albanesi Armir Gjecaj e Bedri Demaj che unitamente a Ilir Ndrejaj, il 6 gennaio 2016 avevano messo a segno ben 4 colpi ai danni di abitazioni nel centro di Riva del Garda, causando ingenti danni alle vittime (40.000 e 20.000 euro per due episodi).

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L’indagine ha consentito di ricostruire minuto per minuto la partenza del commando dalla provincia milanese e cristallizzare il suo arrivo nel centro di Riva, dove venivano razziate ben quattro abitazioni in poche ore.

Nella fase di allontanamento, i criminale venivano però intercettati da un equipaggio del Radiomobile dei carabinieri di Riva del Garda che iniziava un rocambolesco e rischioso inseguimento, terminato a Limone sul Garda (Brescia) speronamento dell’alfetta. Nell’occasione Bedri Demaj al fine di assicurare la fuga ai correi, investiva un Carabiniere poi medicato al Pronto Soccorso senza riuscire a scappare e pertanto tratto in arresto per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e danneggiamento.

Successivamente, gli investigatori di Fiemme riuscivano a tracciare la fuga del malviventi che si andavano a nascondere negli attigui boschi sopra Limone sul Garda per poi dividersi – in funzione strategica – al fine di rendersi meno individuabili.

I fuggiaschi, nonostante le rigide temperature del periodo, passavano “stoicamente” la notte all’addiaccio per sottrarsi alle battute di ricerca messe immediatamente in atto dai carabinieri di Riva del Garda.

L’incisiva azione inquirente, riusciva poi a ricostruire anche la seconda parte della fuga di Ilir Ndreajaj, che sceso dalle montagne nella mattinata seguente si serviva di un taxi per farsi riportare da Limone sul Garda a Riva del Garda, e poi rientrare nel Milanese riuscendo a sottrarsi alle ricerche.

La prolungata attività di analisi del patrimonio probatorio acquisito, permetteva di giungere all’identificazione del terzo fuggitivo, nella persona di Armir Gjecaj, cittadino albanese che vive e gestisce un bar a Cassano d’Adda.

La dettagliata ricostruzione degli investigatori di Cavalese prodotta poi alla Procura di Rovereto, consentiva di fornire un idoneo quadro indiziario che lo scorso 21 ottobre permetteva di emettere di due misure cautelari Armir Gjecaj e Bedri Demain.

Le misure cautelari venivano poi eseguite nella mattinata del 25 ottobre dal Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, localizzando Armir Gjecaj e a Cassano d’Adda mentre Bedri Demaj a Treviglio. Il terzo membro del gruppo, Ilir Ndreajaj invece, era stato tratto in arresto a Cassano d’Adda nel luglio 2016 dal Nucleo Investigativo di Verbania in collaborazione con la Compagnia carabinieri di Cavalese.


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