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Riciclaggio, la Finanza di Brescia sequestra beni e contanti per 300mila euro ad albanese

giovedì, 14 aprile 2016

Brescia – Operazione sull’asse Brescia- Como della Finanza di Brescia. Adottate misure di prevenzione patrimoniali: sequestrati 300mila euro in contanti a un albanese.

Finanza Sondrio sequestro beni

Nel settembre 2015 questo Nucleo di polizia tributaria avanzava, presso la Procura della Repubblica di Como, una proposta di misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso.

Nella serata del 14 luglio 2015, a seguito di un controllo del territorio nell’ambito di un normale servizio di istituto svolto in provincia di Milano, veniva fermato tale M.H., soggetto di origine albanese con precedenti specifici in materia di stupefacenti, dimorante nella provincia lariana. Nella circostanza gli operanti rinvenivano, occultata in un doppio fondo del cruscotto, la somma di 300.000 euro circa in contanti. Viste le modalità di occultamento delle disponibilità liquide, si provvedeva al sequestro probatorio del denaro e alla denuncia a piede libero di M.H. per il reato di riciclaggio.

Alla luce di tali fatti venivano eseguiti mirati accertamenti patrimoniali, che, grazie ad ulteriori approfondimenti investigativi, permettevano di delineare il profilo criminale del soggetto, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia specifici nel settore degli stupefacenti, che consentivano di qualificarlo come “soggetto socialmente pericoloso” ai sensi del D.Lgs. 159/2011 (noto come “Codice Antimafia”), rilevando un’incongruenza significativa tra il patrimonio detenuto, rappresentato dalla citata somma e il reddito dichiarato, conseguito dal proposto in attività lecite.

Il Tribunale di Como, riconosciuta la sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati da M.H, disponeva il sequestro della somma in contanti rinvenuta al momento del fermo.

La misura di prevenzione patrimoniale costituisce un efficace strumento di contrasto ai patrimoni illecitamente accumulati da “soggetti socialmente pericolosi”, ossia coloro che, sulla base di elementi di fatto, sono dediti a traffici delittuosi o vivono abitualmente con proventi di attività delittuose, e può coesistere con la misura cautelare reale applicata in sede penale, che, a ogni buon fine, è vincolata alle sorti del processo a carico dell’imputato.


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