QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Remedello, bracconiere scoperto e denunciato dai carabinieri forestali

sabato, 2 settembre 2017

Vobarno – Un altro bracconiere nelle rete dei carabinieri forestali. Ancora una volta i militari delle stazioni di Gavardo, Brescia e Vobarno hanno brillantemente portato a termine una specifica attività finalizzata al contrasto del bracconaggio che impoverisce la fauna mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose specie protette.

carabinieri forestali 1

I militari hanno scoperto infatti la presenza, nel comune di Remedello (Brescia), di reti collocate su pali, pronte per la cattura.

Dopo un lungo appostamento, iniziato alle prime luci dell’alba, i militari sorprendevano un bracconiere cinquantenne mentre si apprestava a prelevare i volatili impigliati nelle reti. Pertanto i carabinieri forestali proseguivano la loro attività perquisendo la civile abitazione del bracconiere rinvenendo tra l’altro un congruo numero di trappole, richiami elettromagnetici, fauna morta particolarmente protetta e anche un Prispolone vivo senza anellino di identificazione, quindi di cattura.

Il cinquantenne, in possesso di regolare licenza di caccia, è stato denunciato per reati venatori di cui all’articolo 30 co. 1 lett. a) + b) + h), ed ora all’avvio della stagione venatoria rischia anche il ritiro del porto d’armi uso caccia.

Quest’azione si inserisce in una più complessa attività di repressione del fenomeno del bracconaggio che in questo periodo dell’anno tende ad intensificarsi, infatti nelle ultime due settimane i militari del gruppo carabinieri forestale di Brescia, comandati dal tenente colonnello Giuseppe Tedeschi, hanno denunciato per reati venatori 15 persone, sequestrando oltre 1000 metri di reti da uccellagione, 440 trappole (sep, prodine, trappole, cappi, archetti e richiami), 450 capi di avifauna morta particolarmente protetta, 150 richiami vivi, 20 fucili, 5 pistole e circa 5000 munizioni.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136