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Protesta degli agricoltori Coldiretti al valico del Brennero. Presente il sindaco di Edolo

lunedì, 7 settembre 2015

Brennero – Presidio al valico del Brennero della Coldiretti. Gli agricoltori della Coldiretti denuncian0 gli effetti dei ritardi e delle omissioni dell’Unione Europea che favoriscono le speculazioni e che stanno provocando l’abbandono delle campagne con eluca Masneri 1ffetti irreversibili su occupazione, economia e ambiente. Presenze al Brennero di agricoltori provenienti dalla Lombardia, in particolare dalla province di Sondrio, Brescia e Bergamo, e dal Trentino. Da Edolo e dalla valle Camonica sono giunti al Brennero allevatori e a guidare il gruppo c’era il sindaco Luca Masneri.  Altri amministratori del Bresciano e Trentino sono presenti al Brennero a sostegno della protesta.

Oltre duemila gli agricoltori e gli allevatori giunti al Brennero da ogni regione d’Italia per il presidio della Coldiretti contro l’assenza di regole sull’etichettatura e la provenienza dei prodotti agroalimentari d’importazione. Con l’intervento della polizia, vengono fermati tir provenienti da oltre confine e controllate le merci trasportate. Tra l’altro, sono state trovate partite di latte e carne con origine in altri Paesi dell’Ue e destinate ad aziende di trasformazione italiane. Tutto in regola, perché le regole non ci sono o sono poche. I carabinieri del Nas, ad esempio, hanno messo i sigilli ad un camion che trasportava carne con etichetta non indelebile.

IL MESSAGGIO DELLA COLDIRETTI

Le merci trovate nei camion fermati al presidio della CoMasneri e Serinildiretti al Brennero “sono l’esempio di prodotti che arrivano in Italia senza l’indicazione della provenienza e che magicamente diventano prodotti agroalimentari italiani”. Lo afferma Ettore Prandini, vicepresidente della Coldiretti. “Anche a fronte del tavolo che si apre a Bruxelles che discute misure di sostegno al settore agroalimentare – aggiunge Prandini – la richiesta principale della Coldiretti è di arrivare, prima ancora di pensare a forme di supporto economico, a stabilire l’obbligo di indicare l’origine di tutti i prodotti agroalimentari, perché questo tutela agricoltori ed allevatori italiani”. “Come abbiamo visto qui al Brennero – prosegue il vicepresidente della Coldiretti – ci sono prodotti che entrano dal confine già con brand made in Italy”. “L’obbligo di indicazione dell’origine dei prodotti non è solo un aiuto al settore agroalimentare italiano, indebolito dall’assenza di regole, ma anche una risposta etica per mettere i consumatori nelle condizioni di sapere cosa acquistano”, conclude Prandini.

Coldiretti, chiuse 60 stalle e fattorie al giorno – Dall’inizio della crisi sono state chiuse in Italia oltre 172.000 stalle e fattorie, ad un ritmo di oltre 60 al giorno, con effetti drammatici sull’economia, sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti al valico del Brennero

L’INTERVENTO DEL PATT

Il Partito Autonomista Trentino Tirolese da sempre si schiera a fianco degli agricoltori e a favore della tutela dell’intero comparto e per questo sosterrà il presidio con la presenza dei suoi rappresentanti a fianco dei manifestanti; il consigliere Provinciale Graziano Lozzer (agricoltore e socio Coldiretti) insieme all’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola e al senatore Franco Panizza nonché ai colleghi consiglieri provinciali Lorenzo Baratter (capogruppo del PATT) e Lorenzo Ossanna vogliono sostenere in prima persona le richieste avanzate da Coldiretti per garantire la sostenibilità, la qualità e il valore dell’agricoltura nella nostra Provincia e in tutta Italia.

Secondo Coldiretti si deve mettere fine ad un’Europa che spalanca le porte ai traffici di ogni tipo di generi alimentari di bassissima qualità, il tutto a danno degli agricoltori e dei consumatori. Autobotti, camion frigo, container saranno verificati senza tregua dagli agricoltori per smascherare il “finto Made in Italy”, dai prosciutti ai pomodori, ma anche il commercio di surrogati e sottoprodotti che abbassano la qualità, come le polveri di latte e le cagliate da utilizzare per fare formaggi Made in Italy al posto del latte vero senza indicazioni in etichetta.

In assenza di regole sulla provenienza e sulle caratteristiche dei prodotti, la concorrenza sleale è insostenibile con prezzi riconosciuti agli agricoltori che sono scesi al di sotto dei costi di produzione con la drammatica chiusura delle aziende e senza alcun beneficio per i consumatori, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti.

Quanto espresso da Coldiretti non può che essere condiviso e sostenuto con forza dal PATT che si trova perfettamente in sintonia con i principi di salvaguardia della genuinità dei prodotti alimentari, della sostenibilità del lavoro agricolo e del sostegno delle aziende che contribuiscono in modo significativo ad esportare l’immagine dell’eccellenza Trentina in tutto il mondo.

Il consigliere provinciale Graziano Lozzer, anch’esso agricoltore, si sente particolarmente vicino alle richieste avanzate da Coldiretti e insieme a lui i colleghi Lorenzo Baratter e Lorenzo Ossanna, l’assessore Michele Dallapiccola e il senatore Franco Panizza (membro della commissione agricoltura al Senato) vogliono testimoniare con la loro presenza la bontà della manifestazione e la valenza delle richieste che ne hanno determinato l’organizzazione.


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