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Prostituzione minorile nel Bresciano, Mottinelli: “Vicenda gravissima, serve collaborazione di tutti per prevenzione”

sabato, 23 gennaio 2016

Brescia – Un giro di baby-prostitute è stato scoperto dalla polizia provinciale di Brescia. Protagoniste della vicenda cinque ragazzine tra i 15 e i 16 anni, che si vendevano per pochi euro – dai 10 ai 30 – a uomini di tutto il Nord Italia. Le prestazioni sessuali venivano concordate su Facebook.

IL PROTOCOLLO
La Provincia di Brescia e la Procura della Repubblica hanno da tempo sottoscritto un protocollo per la tutela delle fasce deboli: minori, donne, anziani.

Il protocollo nasce grazie alla lungimiranza del Procuratore aggiunto dott. Raimondi, nonché alla sensibilità degli Amministratori provinciali, nella persona della Consigliera Provinciale Laura Parenza, che si è impegnata nel mettere a disposizione personale altamente specializzato.

L’esistenza di tale protocollo è conosciuto dalle associazioni di categoria, le quali invitano le presunte vittime di reato a prendere contatti con la Polizia Provinciale, in caso siano a conoscenza di presunti reati invitano le vittime.

Nel caso in questione, il legale di una associazione cittadina ha contattato il Comandante della Polizia Provinciale, prospettandogli una situazione complessa e delicata: una madre si era insospettita per il comportamento della figlia minorenne, la quale rimaneva fuori casa per intere giornate, senza un apparente motivo.

Gli ulteriori elementi forniti dalla madre hanno portato gli uomini della Polizia Provinciale a ritenere che la minorenne avesse incontrato persone che la stavano trascinando nel mondo della prostituzione.

Pertanto la Polizia Provinciale di Brescia ha segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica e il Magistrato incaricato, dott. Cassiani, ha delegato la stessa ad effettuare una serie di accertamenti, finalizzati a raccogliere elementi per procedere nei confronti di chi si stava approfittando della minore, attraverso appostamenti, perquisizioni e sequestri.

Il quadro ricostruito ha portato a scoprire la presenza di due uomini, di cui uno solo, un quarantacinquenne bresciano, individuato e identificato.

Nel corso delle indagini la Polizia Provinciale si è resa conto che erano coinvolte altre minorenni, compagne di scuola o amiche, che stavano avvicinandosi a quel mondo. “Solo a questo punto – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – gli agenti hanno informato i rispettivi genitori e, in alcuni casi, le autorità scolastiche”.

Le indagini si sono concluse e, a breve, verranno configurati i capi di imputazione per l’unica persona indagata del reato di prostituzione minorile.

“A parte le responsabilità penali – ha continuato il Presidente Mottinelli – che dovranno essere accertate dal TrIbunale, il risultato lodevole è quello di avere impedito a un’organizzazione a livello embrionale di strutturarsi, coinvolgendo altre ragazze, e di avere stimolato i genitori a un maggiore controllo. Una gravissima vicenda che ci sconvolge nel più profondo dei nostri sentimenti, che ha permesso di amplificare la consapevolezza da parte dei genitori sui pericoli che corrono i minorenni anche nella nostra provincia”.

“Siamo di fronte a un grande lavoro portato avanti dagli agenti della Polizia Provinciale – ha dichiarato il Consigliere Provinciale delegato Diego Peli – sotto il Comando del dottor Carlo Caromani e coordinati dal Commisario Fabio Peluso, che per diverso tempo hanno seguito gli spostamenti e i comportamenti delle persone coinvolte, arrivando a questo importante risultato. La Polizia Provinciale resta a disposizione della Procura per ogni necessità”.Pierluigi Mottinelli

“La collaborazione con le altre forze dell’ordine è fondamentale per prevenire reati come quello in oggetto. La mancanza di rispetto verso i giovani da parte degli adulti – ha concluso il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – e la mancanza di rispetto verso se stessi da parte dei giovani sia per tutti noi, Istituzioni, genitori, famiglie, associazioni, un motivo di riflessione per vigilare e intervenire con l’obiettivo di restituire alla comunità i valori che la società sta evidentemente perdendo”.


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