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Poncarale: i carabinieri arrestano i due rapinatori della filiale UBI-Banco di Brescia

mercoledì, 9 dicembre 2015

Poncarale – Blitz dei carabinieri: avevano rapinato istituto bancario a Poncarale (Brescia), due persone in carcere. Una prolungata attività investigativa, svolta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Verolanuova, ha permesso d’individuare una coppia di rapinatori che nella tarda mattinata del 27 maggio avevano messo a segno un colpo in banca in danno della filiale UBI- Banco di Brescia di Poncarale.

Erano da poco passate le 11 quando i due individRapina Poncareale - carabinieriui, confusi fra la gente, erano riusciti a entrare nell’agenzia di via Fiume sorprendendo i dipendenti che, minacciati con dei coltelli da cucina, erano stati costretti a consegnare ai malintenzionati un bottino di tutto rispetto quantificato in circa 2.500 Euro. Spariti nel nulla avevano lasciato i Carabinieri alle prese con un caso estremamente complicato da risolvere: visi alterati da fantasiosi camuffamenti, assenza di impronte digitali e nessun mezzo per la fuga.

Dopo alcuni mesi di paziente lavoro basato su analisi e incroci di dati confluiti da una molteplicità di reati analoghi, ecco finalmente l’input risolutivo fornito dall’arresto in flagranza di uno dei due rapinatori per un’altra rapina in banca commessa a Brescia.

L’uomo, il cui curriculum abbraccia molti dei delitti previsti dal codice penale, veniva immediatamente individuato per il rapinatore più giovane, quello camuffato con parrucca di colore rosa, cappellino e occhiali da sole. L’esame delle sue frequentazioni portava, non senza poche difficoltà, a riconoscere anche il complice più anziano, volto anonimo tra i pregiudicati locali, che aveva affinato la propria personalità criminale nell’area ligure dove aveva vissuto fino a qualche tempo fa.

Entrambi disoccupati, si erano conosciuti in un dormitorio della città in cui i due avevano alloggiato nella primavera di quest’anno e dove avevano maturato il convincimento che colpendo indiscriminatamente gli sportelli bancari della provincia avrebbero potuto fare soldi facilmente.

Il corposo impianto accusatorio rappresentato al G.I.P., costituito da analisi traffico telefonico, telematico, posizionamento e riconoscimento da parte delle vittime, determinava l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che veniva notificata presso la Casa Circondariale di Canton Mombello dove i due si trovavano già detenuti per altre cause.


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