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Piana Rotaliana: cibo avariato, i Nas di Trento ottengono la sospensione dell’attività di un noto ristorante

martedì, 6 dicembre 2016

Trento – I carabinieri del NAS ottengono la sospensione dell’attività di un noto ristorante sulla Piana Rotaliana. La cucina di un noto ristorante della Piana Rotaliana è stata chiusa per almeno sette giorni e comunque sino al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie, a seguito di un’accurata ispezione svolta dai militari del NAS di Trento.

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L’attività del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri si prefigge di tutelare il consumatore e la salute della popolazione. Per questo motivo, giornalmente i militari del NAS di Trento svolgono decine di ispezioni in tutto il Trentino Alto Adige in ogni settore produttivo, in tutte le sue fasi, sino alla distribuzione, verificando il rispetto delle norme su tutta la filiera.

Nel settore della distribuzione degli alimenti, la situazione trentina non desta particolari preoccupazioni, ma alcune volte emergono delle brutte sorprese. Le classiche eccezioni che confermano la regola.

Pochi giorni fa, i Carabinieri del NAS hanno ispezionato un noto locale della Piana Rotaliana, constatando che le condizioni igienico-sanitarie erano carenti, con la presenza di insetti infestanti anche sugli utensili da cucina, e non era stato predisposto il previsto piano di autocontrollo basato sui principi dell’HACCP. Inoltre, all’interno di un frigorifero, sono stati rinvenuti alcuni alimenti deperibili, nello specifico formaggi, pancetta, verdura, pesto confezionato ed uova, in evidente stato di cattiva conservazione ed addirittura invasi da muffa. Tali alimenti, tra i quali vi erano uova scadute anche da alcuni mesi (2 giugno 2016), erano conservati, per la somministrazione, in promiscuità con altri generi in regolare corso di validità.

A fronte di tali elementi di fatto, è scattata una segnalazione all’Autorità Sanitaria, che alla luce delle evidenti irregolarità riscontrate, ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti per un periodo non inferiore a sette giorni, interruzione che potrà essere prolungata nel caso in cui non siano ripristinate le condizioni igienico-sanitarie.

Il proprietario del ristorante è stato, inoltre, deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Il Sostituto Procuratore Alessandra Liverani valuterà adesso la posizione del titolare del ristorante. Teoricamente il gestore rischia di poter essere condannato alla pena dell’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da euro 309 a euro 30.987.


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