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Phishing e riciclaggio: 3 indagati, sequestrati ditta individuale, una vettura e 15mila euro

mercoledì, 29 aprile 2015

Lonato – Gli uomini del Gruppo Tutela Economia del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, con la collaborazione della Polizia Postale di Brescia e della Polizia Locale di Lonato (Brescia), hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni, rappresentati da una ditta individuale di Lonato, un’autovettura Bmw e somme di denaro, emesso dal Gip del tribunale di Brescia, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

L’attività scaturisce da un’operazione condotta dal mese di ottobre 2014 dalle Fiamme Gialle brescianAtm Bresciae, che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre soggetti (due rumeni e un italiano), all’esecuzione di diverse perquisizioni e al sequestro di un’autovettura, due computer, 4 carte postepay, 5.790 euro in contanti, nonché il saldo di 123 conti gioco per un valore di oltre 8.400 euro.

Le indagini hanno permesso di raccogliere significative prove a carico di due degli indagati, un rumeno e un italiano, in grado di creare centinaia di conti gioco on-line intestati a terze persone compiacenti (generalmente giovani ragazzi reclutati in provincia di
Brescia, i quali, dietro un compenso variabile tra 50 e 150 euro, sottoscrivevano i citati conti gioco, fornendo nel contempo copia del proprio documento di identità) o inconsapevoli (attraverso il furto d’identità), sui quali facevano successivamente confluire
somme di denaro, provento del reato di frode informatica (cd. phishing), perpetrato da altri soggetti residenti all’estero e allo stato ignoti, in danno di ignari titolari di conti correnti online o di carte postepay clonate.

Le somme così accreditate venivano poi veicolate e riciclate su altre carte postepay nella disponibilità dei due, prelevate in contanti agli sportelli ATM o da conti aziendali di un negozio di Lonato, gestito dalla terza indagata, sorella del rumeno, alimentati con
acquisti simulati.

Le indagini hanno consentito di ricostruire operazioni di riciclaggio per oltre 70mila euro. A seguito di mirati accertamenti patrimoniali nei confronti dei tre indagati, si appurava che gli stessi risultavano percepire redditi irrisori a fronte del patrimonio riconducibile ai medesimi.

Veniva, pertanto, proposto alla Procura di Brescia, che emetteva apposito provvedimento, il sequestro della ditta individuale di Lonato, operante nel settore del commercio di abbigliamento, al fine di interrompere l’attività illecita perpetrata per mezzo dei conti aziendali, nonché un’autovettura e le somme di denaro (già sottoposte a vincolo per finalità probatorie) in considerazione della sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni detenuti dagli indagati.


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