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Pedofilia: dopo l’arresto di un 23enne, la Polizia Postale di Trento intensifica gli accertamenti. Coinvolto un altro giovane

mercoledì, 1 luglio 2015

Trento – Prosegue l’indagine del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento: dal mese di marzo è stata avviata un’attività investigativa sulla pedo-pornografia, che ha visto interessati, tra gli altri, anche paesi extra europei e che ha portato all’arresto in flagranza di S. M., 23 anni, residente a Bolzano.

L’indagine ha accertato, infatti, che alcuni internauti avevano creato un sodalizio, all’interno di precise piattaforme di comunicazione telematica, dove in sicurezza movimentavano filmati hard con riprese di bambini di giovanissima età.
L’indagine, diretta dal dottor Davide Ognibene, è stata realizzata da personale del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni, capace di muoversi all’interno di piattaforme di discussione difficilmente accessibili, stanti le complesse ed innovative tecnologie messe in campo a tal fine. Gli elementi acquisiti sono stati poi utilizzati per identificare un giovane residente in Regione, implicato nell’attività criminale.

Nella giornata di ieri è stata effettivamente eseguita una perquisizione locale ed informatica nei confronti dell’uomo, realizzata con metodologie e strumentazioni innovative e complesse, la quale ha consentito di estrapolare elementi che hanno confermato l’impianto accusatorio dell’indagine.
Nel contesto, è stato dimostrato anche l’utilizzo, da parte del soggetto indagato, di programmi informatici che hanno la capacità di proiettare video, in questo caso erotici – pedofili, facendoli apparire ad ignari navigatori come comuni collegamenti webcam. I filmati utilizzati per tale finalità si sono dimostrati di estrema crudezza, ed il valore aggiunto della presente indagine tecnica è stato quello di dare valore giuridico a questi elementi rinvenuti in directory poco usate dal computer dell’indagato.
L’attività di perquisizione informatica, ha fatto emergere la presenza, all’interno del PC, di directory ben ordinate e classificate, contenenti, a loro volta, centinaia e centinaia di video nei quali erano ripresi bambini molto piccoli sfruttati sessualmente; tra gli elementi di spicco, rinvenuti nella disponibilità del medesimo, anche alcune fotografie pedofile, presumibilmente scattate personalmente dal medesimo.


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